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Perché vedremo fuoribordo sempre più grandi?

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Quando nell’estate del 2014 debuttarono gli Evinrude E-Tec G2, in pochi avrebbero scommesso che il lancio di questo fuoribordo sarebbe stato il primo atto di una rivoluzione nel mondo dei motori marini.

E non ci riferiamo solo all’aspetto tecnico, ma soprattutto al mondo di concepire un fuoribordo nelle forme (cioè il design), nei dispositivi di assistenza alla guida e nella riduzione dei costi di gestione.

Da quel momento in avanti, infatti, i lanci di un po’ tutti i costruttori hanno avuto come «stella polare» questi principi. Una visione lontana anni luce rispetto a quella avanzata negli anni pre-recessione.

Se osservate da vicino (alcuni anche da lontano!) i modelli presentati negli ultimi due/tre anni vi accorgerete, per esempio, che la ricerca dello stile è diventata quasi ossessionante! Ora che la crisi economica è ormai alle spalle, il mercato – soprattutto quello americano- ha ripreso vigore e con esso gli investimenti messi in campo dai principali costruttori.

Basti pensare che Brunswick Marine ha stanziato un miliardo di dollari per sviluppare i nuovi «V6» e «V8» lanciati nei mesi scorsi. E dato che nella nautica da diporto sono gli States a dettare legge, ecco che gli ultimi dati statistici diffusi dall’Associazione NMMA (National Marine Manufacturers Association) in occasione del Miami International Boat Show ci aiutano a comprendere meglio perché questo settore è in profonda evoluzione.

L’anno scorso sono state vendute negli Stati Uniti circa 180 mila imbarcazioni nuove e le previsioni degli esperti della suddetta Associazione ritengono che vi sia ancora un buon margine di crescita (5-6% all’anno): per la cronaca il 2017 è stato il sesto anno consecutivo di incremento nelle vendite.

Perché mai – vi starete chiedendo – vi stiamo raccontando tutto questo? Perché le imbarcazioni vendute stanno crescendo di dimensioni e, di conseguenza, necessitano di più potenza.

Nel 2000 il 20 per cento delle barche vendute negli Usa erano spinte da un entrofuoribordo, il 26 per cento da un fuoribordo con più di 100 cavalli e il 54 per cento da un fuoribordo con meno di 100 cavalli. Nel 2018 le imbarcazioni con efb saranno solo il 4%, il 49% avrà un fuoribordo oltre i 100 hp e il 47% sarà spinta da unità con meno di 100 cavalli.

Come potete vedere, la domanda di fuoribordo sempre più «potenti» ha registrato una crescita vertiginosa. E dato che il mercato americano assorbe oltre duecento mila pezzi l’anno è evidente che tutti i costruttori si stanno allineando a questi «desiderata». E in Europa il trend è più o meno lo stesso, ovviamente con numeri di gran lunga inferiori.

Non si possono, quindi, definire dai «casi isolati» il lancio dei mastodontici Seven Marine (527, 577 e 627 cavalli) o del nuovo Yamaha 425 XTO Offshore e dei già citati Mercury «V6» e «V8» da 175 a 300 hp.

Senza dimenticare che solo qualche mese fa anche Suzuki si era mossa in tale direzione presentando, non a caso in Florida (lo stato leader nella nautica americana con un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di dollari), il DF350 Dual Prop. E Honda ha già ufficiosamente rivelato che nel corso della primavera 2019 presenterà un inedito «V6» da 300/350 cavalli.

Insomma, il mercato e l’industria dei motori marini sta affrontando una delle più straordinarie rivoluzioni della sua storia. Ma il prossimo capitolo è ancora tutto da scrivere!

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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