E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 13 maggio il decreto legge del 2 maggio 2024 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti recante «Approvazione del modello di dichiarazione sostitutiva di atto notorio per l’attestazione del possesso e della nazionalità italiana dei natanti da diporto che navigano in acque territoriali straniere».
L’allegato 1 di detto decreto contiene il modello conforme, approvato dall’Ordinamento italiano, appunto, in cui vengono specificati sia le caratteristiche del natante sia chi ne è il proprietario.
Il modulo «Attestazione per natanti da diporto italiani» è diviso in due parti: la prima contentente, appunto, la «Dichiarazione di costruzione o importazione» la cui compilazione tocca alla Confindustria Nautica e che si richiede attraverso il portale DCI che, immaginiamo, sarà a pagamento. La seconda parte va compilata a cura del richiedente e contiene i suoi dati personali in quanto proprietario del natante. E’ la «Dichiarazione sostitutiva di atto notorio» che va poi presentata allo Sportello dell’Automobilista (o agenzia autorizzata che ne faccia le funzioni) il quale autenticherà la dichiarazione.
Il modulo va presentato con una marca da bollo di 16 euro.
Vanno, inoltre, pagati 23,70 euro (al momento non si capisce a chi versare l’importo, probabilmente alla Tesoreria dello Stato, ce lo dirà lo STA probabilmente).
Ai detti costi si aggiungeranno, poi, quelli di agenzia (se vi rivolgerete presso una di loro) e del servizio reso da Confindustria Nautica.
Con questo modulo (le cui parti sono anche tradotte in inglese sulla parte destra, in verticale, sul foglio) si soddisfa (si spera!) la richiesta degli Stati nostri confinanti costieri che per lasciarci navigare nelle loro acque senza targa richiedono la dimostrazione che il natante sia registrato e appartenga a chi ne dichiara il possesso. Detta dichiarazione è un atto ufficiale della Repubblica Italiana, quindi dovrà essere accettato dall’Amministrazione dei Paesi che ne facciano richiesta.
Per quest’anno ricordiamo, comunque, che la Croazia accetta ancora i natanti alle medesime regole dello scorso anno, come pure dovrebbe fare la Grecia, mentre la Slovenia no: vuole solo imbarcazioni che dimostrino l’appartenenza a un Paese e i cui proprietari siano in grado di dimostrarne la proprietà. Con la nuova attestazione però dovrebbe essere bypassato il problema.
A questo link è possibile leggere il decreto e scaricare il modulo.





















