Come si possono mantenere sempre belle ed efficienti le nostre cuscinerie di bordo, riportandole al loro stato originario (o quasi) in presenza di macchie?
Cominciamo dai componenti interni, ossia dal poliuretano espanso. Se si tratta di quello a cellula chiusa, basterà una volta ogni tanto estrarre il contenuto dal cuscino e sottoporlo a un getto diretto di acqua dolce, magari rendendo completa l’opera con un lieve sfregamento del materiale con una spugna.
Se, invece, il poliuretano è a cellula aperta, e quindi assorbente, sarà bene effettuare l’opera di pulizia con più attenzione, magari cercando di asportare il grosso dello sporco con un’aspirapolvere, lasciando a una spugna umida il compito di rifinitura.
Passiamo ora ai tessuti di copertura, esaminandoli uno ad uno, cominciando dal misto lino. Trattandosi di un materiale delicato, eventuali macchie vanno affidate a una tintoria specializzata, altrimenti si corre il rischio di lasciare aloni.
Se non sono presenti macchie importanti, invece, basta lavare in acqua fredda o a secco senza centrifuga (se in lavatrice). Stessa procedura va seguita anche per il cotone puro e per la ciniglia. Per quanto concerne l’alcantara e i tessuti in microfibra in genere, abbiamo a che fare con materiali decisamente resistenti alla sporcizia e, in ogni caso, facilmente smacchiabili.
Se le macchie sono prodotte da oli, grassi, bevande, cosmetici o caffè si possono asportare con prodotti a secco. Quelle più difficili, come sciroppi, lucidi per calzature o inchiostri, vengono invece rimossi con dell’alcool denaturato, mentre la stragrande maggioranza di «patacche» comuni viene rimossa semplicemente con del sapone neutro e dell’acqua dolce miscelata con ammoniaca.
Nessun problema infine per lo skay esterno, facilissimo da pulire con un panno e/o sapone spray; attenti però a non usare prodotti contenenti alcool che risultano dannosi per le materie plastiche.





















