Davvero curioso (solo in Italia possono succedere cose del genere!) quanto sta avvenendo nel porto di Anzio a seguito della sospensione dei servizi del concessionario Capo d’Anzio SpA per quanto riguarda il campo boe e i posti barca in banchina.
La Società, tra cui soci c’è anche il Comune della cittadina laziale, è fallita e il personale in liquidazione (nove ormeggiatori e tre impiegati).
E’ stato, di conseguenza, interrotto il collegamento tra le banchine e il campo boe, l’assistenza alle imbarcazioni in transito, l’assistenza e la riscossione dei canoni di occupazione dei posti barca all’interno del porto turistico, la gestione del parcheggio di piazzale Marinai d’Italia, l’assistenza ai posti barca che vengono utilizzati dai disabili e alle imbarcazioni in avaria.
L’Ufficio Circondariale Marittimo di Anzio ha, quindi, disposto con un’Ordinanza del 31 luglio (entrata in vigore ieri) che i diportisti che hanno ormeggiato una barca nel porto gestito dalla suddetta società o presso il campo boe «devono provvedere in autonomia al raggiungimento delle proprie unità ed alle operazioni di ormeggio/disormeggio, attuando ogni idonea e dovuta cautela per la propria ed altrui incolumità, nel rispetto delle norme in materia di sicurezza della navigazione».
Insomma, per andare a prendere il gommone o la barca organizzatevi come meglio credete (molti ci vanno a nuoto o con mezzi estemporanei come SUP, zattere, tenderini, ptammini, canotti da spiaggia, eccetera) ma rispettate le regole!























