Da Montecitorio giunge, forse, una buona notizia per gli oltre 6 mila diportisti (è una stima per difetto) che posseggono un’imbarcazione (barca o gommone) motorizzata con un fuoribordo 2T a iniezione diretta di oltre 750 cc di cilindrata.
Il Governo Conte, infatti, attraverso la risposta del sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco ad una interrogazione in Commissione Trasporti del deputato grillino Emanuele Scagliusi, si è impegnato a trovare in tempi rapidi una soluzione in merito alla questione legata alla patente per le imbarcazioni spinte da un motore fuoribordo da oltre 750 cc, in pratica un solo modello di propulsore: l’Evinrude E-Tec 40.
Per il parlamentare del Movimento 5 Stelle «adesso è opportuno fare chiarezza, una volta per tutte. Sono soddisfatto, pertanto, dell’impegno assunto dal Governo Conte per favorire le attività nautiche delle piccole imbarcazioni da diporto e superare così le criticità emerse a seguito della modifica introdotta all’articolo 39 del Codice della Nautica. Parliamo di un settore strategico per il nostro Paese e per la Puglia in particolare» (Scagliusi è originario di Putignano, Bari), ndr).
In una nota pubblicata sul suo sito web Scagliusi ha, inoltre, dichiarato: «Vogliamo valorizzare le potenzialità del comparto con la massima attenzione ad ambiente e sicurezza e, per questo, risulta pertanto fondamentale definire chiaramente quali tipologie di imbarcazioni debbano prevedere il possesso della patente nautica.
Un chiarimento che servirà a garantire il regolare svolgimento delle attività nautiche relative alle piccole e piccolissime imbarcazioni da diporto in vista dell’approssimarsi della stagione turistica.
Per questo, come confermato dal sottosegretario Dell’Orco in Commissione Trasporti, il Governo è impegnato a individuare una soluzione definitiva in tempi stretti, al fine di favorire il rilancio dei settori coinvolti».






















