Guidereste mai la vostra auto con un paio di persone sedute sul cofano o, in alternativa, con una botte di vino davanti al parabrezza? Crediamo che la risposta sarebbe, al 99%: nemmeno per sogno (il restante 1% potrebbe valutare il rischio se la botte di vino buono fosse il palio della bravata).
Perché guidare senza una totale visibilità della strada sarebbe da aspiranti suicidi o da imbecilli. Eppure, se vi guardate intorno nel mare d’estate, c’è una ragguardevole percentuale di temerari che naviga con la stessa visibilità in avanti garantita dagli esempi automobilistici di cui sopra.
Qualche volta è soltanto colpa loro: gente seduta a cavalcioni della prua anche in planata oppure eccesso di carichi sulla poppa e scarsa conoscenza del trim, per cui il battello cerca di fare del suo meglio a non mandare completamente la prora al cielo, ma con scarsi risultati. Però non è sempre e solo colpa degli utenti.
Qualche volta dipende anche da progettisti e costruttori, che continuano a titillare gli acquirenti ai saloni nautici – quando cioè i gommoni sono in bella nostra e perfetto assetto di navigazione sulla moquette – con immensi musoni di prua che ricordano i galeoni del ‘700 oppure con parabrezza «armati» di montanti che limitano l’orizzonte a piccole fette libere, eccetera.
La maggior parte degli incidenti sono avvenuti perché chi era alla guida del mezzo nautico non aveva assolutamente visto chi c’era a pruavia, si trattasse di un subacqueo o di un altro mezzo nautico.
E anche attribuendo una percentuale di questo «non visto» alla distrazione, che d’estate in vacanza è sempre in agguato, quando le inchieste delle Capitanerie sono state completate è emerso sempre che c’erano degli ostacoli alla piena visuale del pilota.
Fatte queste premesse, viene da chiedersi: ma davvero chi progetta e costruisce gommoni, specialmente grandi e potenti, non si è mai posto il problema di dare al pilota la piena visibilità in navigazione?
Certe consolle sembrano fatte apposta per «affogare» chi guida in posizioni infossate, che potranno magari essere protette in caso di navigazione con il maltempo, ma di sicuro non favoriscono la tenuta d’occhio del mare tutto intorno.
E se in manovra in porto nella peggiore delle ipotesi si può sempre mandare a prua la consorte o un passeggero per avere chiara idea di dove diavolo stiamo andando a infilarci, in mare aperto il falso senso di sicurezza di avere tutto intorno acqua libera fornisce una tranquillità che spesso non avrebbe motivo di essere.





















