L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS) ha pubblicato il nuovo opuscolo «Le meduse in Sardegna. Bioecologia e distribuzione delle specie avvistate durante i monitoraggi della Strategia Marina».
L’attività di monitoraggio del macro e mega-zooplancton gelatinoso – che comprende organismi come meduse, ctenofori e taliacei – è svolta da ARPAS nell’ambito del Progetto Strategia Marina.
Il monitoraggio delle meduse, condotto in diversi settori marini sardi, ha permesso di registrare 361 avvistamenti, riconducibili a dieci diverse specie di meduse. I risultati mostrano come la Sardegna settentrionale, in particolare l’area di Porto Torres, abbia fatto registrare il maggior numero di osservazioni, mentre il settore di Villasimius si sia distinto per la maggiore biodiversità.
Tra le specie più abbondanti si segnalano la Barchetta di San Pietro (Velella velella), la Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata) e la Medusa luminosa (Pelagia noctiluca), nota per la sua capacità urticante.
Degno di nota anche l’avvistamento del Polmone di mare (Rhizostoma pulmo), una delle più grandi meduse del Mediterraneo. Particolare attenzione viene dedicata alla presenza della Medusa a pois (Phyllorhiza punctata), specie aliena originaria del Pacifico, rilevata in aumento nei porti di Olbia e Cagliari.
Il documento, redatto dal naturalista Giacomo Frau e arricchito da carte distributive e illustrazioni a colori realizzate a mano, comprende schede descrittive per ogni specie osservata, rappresentando uno strumento di informazione e sensibilizzazione rivolto a studiosi, appassionati e cittadini.
L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza sull‘importanza ecologica di questi organismi, illustrandone la variabilità, l’abbondanza nei mari sardi e il diverso grado di pericolosità per l’uomo in caso di contatto accidentale.





















