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Un nuovo frigo per il mio gommone? La guida all’acquisto

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A chi non è capitato di trovarsi in mezzo al mare, o ancor peggio in una caletta bella ed isolata, attanagliato dal sole rovente di una giornata di piena estate e desiderare più di ogni altra cosa una bevanda fresca?

Magari dopo aver aperto una borsa frigo debitamente riempita al mattino, ed aver scoperto che le piastre inizialmente congelate sono ora ridotte a semplici contenitori di liquidi inerti, che hanno da ore perso la loro capacità refrigerante.

La soluzione ideale porta il nome di frigorifero, il familiare elettrodomestico che da accessorio di casa sta ormai dilagando anche a bordo di gommoni ed imbarcazioni, grandi o piccole che siano. Il mercato dell’accessorio nautico pullula di proposte inerenti il tema «conservazione e creazione del freddo», ma come districarsi nella giungla di prodotti disponibili?

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Sono diverse le soluzioni disponibili sul mercato, che vanno dalle ghiacciaie tipo «Igloo» ai più sofisticati frigoriferi a compressore. Le ghiacciaie, proprio perché tali, rappresentano un buon palliativo al problema quando non si vuole far uso di un sistema vincolato all’impianto elettrico.

Sono realizzate con iniezione di poliuretano in schiuma che, oltre ad irrobustire il contenitore consentendo addirittura di sedersi sopra ed impiegarle come sedili, ne garantisce il perfetto isolamento.

Presentano però un problema: la loro capacità di mantenere il freddo è legata allo stato di conservazione del ghiaccio inserito all’interno, ed ogni volta che le si apre si crea una dispersione di freddo che riduce la durata della refrigerazione del contenuto.

Passando dal sistema meccanico delle ghiacciaie a quello elettrico, un‘alternativa è rappresentata dai «frigoriferi portatili». Si va dai modelli muniti di manico per un comodo trasporto a quelli più capienti ed, ovviamente, più ingombranti. Sono comodi e pratici, ma indicati per conservare per un lasso di tempo piuttosto ridotto il contenuto, soprattutto nelle giornate più calde.

Discorso a parte meritano i frigoriferi a corrente continua con compressore. I modelli più comunemente venduti sono ad apertura frontale o a pozzetto. I primi trovano sistemazione incassati in mobili e necessitano di uno spazio libero frontale per l’apertura della porta o dei cassetti, i secondi invece hanno apertura verso l’alto, e quindi possono essere sistemati all’interno di gavoni.

Per tutti i modelli è importante valutare la loro capacità contenitiva in sede di acquisto, tenendo conto delle proprie effettive necessità e di ciò che si andrà ad inserire all’interno.

Non dimentichiamo infatti le dimensioni delle bottiglie di acqua o bibite da 1,5 litri, o delle bottiglie di vino dopo l’estrazione del tappo, che dovranno poter stare obbligatoriamente in piedi.

Ricordate poi che per ottimizzare il raffreddamento delle vivande è bene mantenere il frigorifero il più pieno possibile. Quando lo si apre infatti, più cose ci sono all’interno più lento è il rilascio delle frigorie accumulate. Acquistare un frigorifero troppo grande rispetto alle proprie esigenze potrebbe quindi comportare un non perfetto raffreddamento.

Tipologie e tecnologie
Tra i modelli precedentemente citati occorre poi fare una distinzione a seconda del tipo di alimentazione di cui si dispone, al tipo di utilizzo, e dei risultati che si possono ottenere. Cominciamo dai cosiddetti frigoriferi termoelettrici, altresì chiamati «portatili».

Uno dei loro pregi infatti è proprio quello della facile trasportabilità, vantaggio questo derivante anche dal peso ridotto che li contraddistingue. Realizzati con struttura protettiva resistente agli urti, godono internamente di un ottimo sfruttamento degli spazi e di buone capacità di refrigerazione (anche 30° C in meno della temperatura esterna), e solitamente fungono anche da riscaldatori.

Il cuore del sistema è una piastra di silicio sottoposta a un fenomeno termoelettrico, che consente di portare ad alte o basse temperature i metalli quando vengono attraversati dalla corrente elettrica continua.

La loro versatilità d’impiego trova però un ostacolo nei consumi energetici (anche se molti modelli ormai adottano dei sistemi di protezione del circuito elettrico al fine di preservare la/le batteria/e), e nella necessità di una corretta aerazione della ventola. Quindi, se sistemati in locali chiusi e particolarmente caldi, addio refrigerazione. Possono essere alimentati con corrente da 12/24/230 Volt.

Per risolvere in modo permanente il problema del fresco a bordo occorre quindi indirizzarsi sui modelli a compressore a corrente continua, ossia mini-modelli di quelli normalmente commercializzati per impiego domestico.

Il loro principio di funzionamento si basa su di un compressore che pompa in circuito del gas compresso ad una temperatura di circa 80° C (attualmente uno dei più impiegati dopo che il freon è stato bandito, è l’R134A), per poi immetterlo all’interno di un condensatore che diventa in pratica uno scambiatore di calore con l’esterno.

Il gas si raffredda dissipando il calore nell’aria attraverso apposite griglie e tale repentino abbassamento della temperatura trasforma il gas in un liquido che viene poi spinto in un evaporatore a serpentina che si rivestirà di ghiaccio.

Il sistema a compressore è sicuramente uno dei più efficaci in commercio e garantisce sotto tutti i profili una corretta refrigerazione. Il compressore dal canto suo può essere esterno al frigorifero, e pertanto ubicato in un gavone ventilato e collegato al frigorifero tramite tubazioni e raccordi vari, o interno.

Il primo trova riscontro quando il vano che andrà ad accogliere il frigorifero non è sufficientemente ampio anche per il compressore, mentre il secondo tipo è di più facile installazione ma richiede ambienti più spaziosi soprattutto nella parte posteriore, ove il compressore è installato.

Una soluzione intermedia tra i frigoriferi a compressore e quelli termoelettrici è rappresentata dai «portatili a compressore».

Si tratta di frigo portatili che permettono facili trasferimenti dello stesso da un gommone a terra o in auto, ma a differenza dei termoelettrici sono raffreddati da un compressore alimentato a 12 o 24 Volt o addirittura con pannelli solari.

Cibo e bevande si conservano internamente sino a temperature di -18°, e il raffreddamento interno è piuttosto rapido. I modelli più recenti sono studiati con un consumo energetico minimo, bassissima rumorosità e pannelli di controllo anche di tipo «touch».

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