Si è tenuto venerdì scorso a Portoferraio (Isola d’Elba), presso il Centro culturale De Laugier, un convegno sul corretto uso e lo smaltimento della plastica, organizzato dalla Sezione di Portoferraio della Lega Navale Italiana e dall’Associazione Plastic-ness.
All’incontro sono intervenuti il Comandante della Capitaneria di Porto di Portoferraio e relatori del Parco dell’Arcipelago Toscano, dell’Università di Siena e Torino, oltre al CNR-ISMAR. Le immagini e gli interventi hanno sottolineato in modo drammatico come le «microplastiche» che si formano sulle spiagge, contribuiscono a un processo che si ripercuote tragicamente sul cibo che noi stessi ingeriamo.
Dopo la relazione di Maria Cristina Fossi, che è Professore associato in Ecologia e Ecotossicologia presso l’Università di Siena, ne ha parlato anche il nostro concittadino Nicola Nurra, biologo e ricercatore nel laboratorio di Zoologia e Biologia marina dell’Università di Torino, affrontando in particolare il drammatico problema delle microplastiche.
Dall’Istituto di Scienze Marine – Consiglio Nazionale delle Ricerche di Lerici è intervenuta Silvia Merlino, spiegando anche quali sono i progetti che vengono portati avanti con le scuole.
Plastic-ness è anche la barca dell’omonima Associazione nazionale Onlus, che nei prossimi due anni farà il giro della penisola italiana – di porto in porto – per sensibilizzare tutti ad un corretto uso e smaltimento della plastica.
Il mare più «denso» di rifiuti è il Mar Adriatico con 27 rifiuti galleggianti ogni kmq di mare. Di questi il 20% deriva dalle attività di pesca (reti e polistirolo galleggiante, frammenti o intere cassette che si usano per contenere il pescato), il 41% dalle buste di plastica ed il 22% da frammenti di plastica varia. Il Mar Tirreno, con una densità di rifiuti pari a 26 ogni kmq conta invece la più alta percentuale di rifiuti di plastica: il 91%.
Da notare che di questa ben il 34% è costituito da bottiglie (bevande e detergenti) che superano la percentuale di buste di plastica (29%) che, invece, fino all’anno scorso avevano il sopravvento. Meglio il Mar Ionio che grazie alla sua posizione geografica conta 7 rifiuti ogni kmq di mare.
























