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Tubolari e perdita di pressione: come si sostituisce una valvola

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Quello dei tubolari sgonfi o troppo gonfi è un eterno problema. Spesso la colpa viene addebitata alla scarsa qualità delle valvole e dei tessuti, senza considerare che il loro deterioramento, probabilmente, è stato causato da un errato gonfiaggio.

La pressione dei tubolari varia in funzione della temperatura dell’aria al loro interno. Se li gonfiamo nelle prime ore del mattino, a mezzogiorno sembrerà che debbano esplodere, ma se li sgonfiamo un po’, alla sera, quando il sole calerà, li ritroveremo nuovamente afflosciati.

A causa delle continue variazioni di pressione, il tessuto subisce un intenso ciclo alternato di dilatazioni e contrazioni, che non si verificano soltanto d’estate, ma tutti i giorni, semplicemente a causa delle continue oscillazioni della temperatura dell’aria.

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Queste sollecitazioni producono un affaticamento del tessuto, il quale tende a perdere progressivamente le proprie caratteristiche. Il primo segno di cedimento è dato dalla comparsa di crepe sulla superficie gommata interna del tubolare. Come se non bastasse, molti elementi contenuti nell’aria, come l’ossigeno e il vapore acqueo, con l’andare del tempo, attaccano chimicamente le camere d’aria, causandone un deterioramento.

Quando gonfiamo i tubolari con una pompa elettrica o con un gonfiatore manuale, immettiamo al loro interno aria e vapore acqueo, la cui quantità sarà tanto maggiore quanto più alta è l’umidità relativa dell’aria. La mattina, in riva al mare o sulle sponde del lago, i tassi di umidità sono di solito piuttosto elevati e ogni volta riversiamo un po’ d’acqua nei tubolari.

Inoltre, mentre l’aria prima o poi tenderà a fuoriuscire, l’acqua continuerà, invece, ad accumularsi. Infatti, il tessuto dei tubolari è molto più permeabile per le molecole d’aria piuttosto che per quelle d’acqua che vengono, quindi, trattenute più facilmente all’interno dei compartimenti. Un altro nemico dei tubolari è il sale.

Se gonfiamo il battello in riva al mare, corriamo il rischio di immettere una notevole quantità di sale all’interno delle camere d’aria. Il cloruro di sodio, oltre a provocare un ulteriore invecchiamento dei tessuti, spesso è il responsabile del malfunzionamento delle valvole. Esso attacca chimicamente i componenti meccanici della valvola provocando difetti di tenuta, spesso dovuti a vere e proprie incrostazioni di salsedine.

Per evitare tutte queste controindicazioni si può cercare di gonfiare i tubolari in un luogo il più asciutto possibile, sicuramente lontani da ambienti salini, come le rive del mare o dei laghi, appunto.

REFITTING DELLE VALVOLE
Quando i gommonauti trovano i tubolari del proprio battello un po’ «smollati,» hanno reazioni diverse: incazzatura a parte, c’è chi, senza pensarci più di tanto, mette mano al gonfiatore e riporta la pressione ai livelli indicati dal costruttore (abitualmente 0,2 bar), procrastinando il problema. C’è, invece, chi s’intestardisce a cercare la causa di tutto ciò ed è, a nostro avviso, l’atteggiamento più giusto, perché non conoscendo la causa della perdita di pressione, si rischia di incappare in guai più seri.

Lo sgonfiamento dei tubi, soprattutto se è consistente, fa pensare subito a tre problemi di una certa entità: il malfunzionamento delle valvole di gonfiaggio, un taglio o la perdita di un giunto delle camere d’aria. Ora, escludendo a priori il taglio, che procurerebbe un rapido sgonfiaggio del tubolare danneggiato, le altre due alternative sono entrambe valide.

La cosa più facile è ispezionare le valvole, ma se dopo l’esame non siamo venuti a capo di niente, non ci resta che fare la prova dell’acqua saponata per verificare, appunto, eventuali perdite causate da microfori sul tessuto gommato o dalla scarsa tenuta degli incollaggi. Si portano i tubolari in pressione, si passa sulla superficie dell’acqua saponata, si preme leggermente con la mano e si osserva la reazione del sapone: se si formano bolle (è l’aria che spinge) si è trovata la perdita.

Nell’articolo pubblicato sul fascicolo n. 333 – ottobre/novembre 2014 – della Rivista Il Gommone vi mostriamo come si cambiano le valvole: sostituirle è piuttosto semplice, servono pochi attrezzi, una discreta manualità e qualche ora di lavoro, distribuita su un paio di giornate (per lasciare asciugare la colla e per l’assestamento).

Se desiderate approfondire l’argomento potete richiedere il PDF di questo articolo (completo di immagini che vi illustrano, passo dopo passo, come eseguire l’intervento) pubblicato sul fascicolo n. 333 – ottobre/novembre 2014 – della Rivista Il Gommone.

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