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Specchio di poppa: quanto contano inclinazione e altezza

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Diciamo subito che incidono non poco sul comportamento in navigazione del gommone e pretendono un set-up specifico del fuoribordo per farlo lavorare al meglio. Un grattacapo che diventa ancor più basilare quando sono installate due o più unità, magari di elevata potenza.

Lo specchio di poppa (in inglese Transom, termine che è presumibilmente deriva dal latino transtrum, ovvero paratia) è la parte dello scafo che chiude l’estremità poppiera e consiste in una superficie trasversale di forma usualmente piana, perpendicolare all’asse di simmetria dello scafo.

Questa superficie, se osservata di profilo, non è verticale bensì inclinata leggermente in negativo (ovvero in senso antiorario usando come centro di rotazione il punto inferiore).

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La geometria dello specchio è piatta perché in una carena planante si è osservato a suo tempo che una forma tronca dello scafo permette un miglior distacco del flusso e pertanto una resistenza inferiore alle velocità maggiori di quelle di puro dislocamento rispetto alle classiche terminazioni tonde delle imbarcazioni a vela o comunque degli scafi che operano in un campo di velocità relative basse (la velocità relativa è il rapporto tra velocità dello scafo e lunghezza dello stesso.

Il suo valore spiega, ad esempio, perché una nave lunga 300 metri che viaggia a 30 nodi sia comunque percepita come un mezzo «che si muove lentamente», rispetto a una barca molto più piccola che viaggia alla stessa velocità).

Il flusso aperto dalle sezioni prodiere tende naturalmente a richiudersi a ridosso dello specchio di poppa; se la terminazione è tondeggiante, oltre certe andature si crea il suction effect che impedirebbe alla carena di entrare in planata; la forma tronca invece «stacca» il flusso che va a richiudersi oltre lo specchio (e ciò è osservabile dalla scia) minimizzando le depressioni e lasciando lo scafo libero di correre in planata.

Al contrario, estremità poppiere classiche e arrotondate garantiscono un maggior rendimento e direzionalità alle velocità basse: anche in questo caso, è sufficiente osservare il turbinio vorticoso a poppa in qualsiasi scafo planante al minimo o poco più rispetto alla pulizia della scia degli scafi dislocanti alle stesse andature.

Non è detto che lo specchio di poppa, che nei gommone collega i tubolari, debba essere piatto per tutta la sua larghezza: lo sarà però sempre nella zona in cui è installato il fuoribordo, per ovvi motivi di direzione di spinta del propulsore.

Ai lati della zona su cui è montato il motore, o i motori, lo specchio di poppa può avere anche diverse geometrie, rientranti verso prua ad esempio, oppure con estensione addietro come nel caso dei C-stern, o anche con andamento classico ma con nervature di irrobustimento.

Se volete leggere l’articolo completo pubblicato sul fascicolo n. 374 (dicembre 2018) richiedete il PDF cliccando qui

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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