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Razzi, fumogeni e fuochi a mano: come e quando usarli?

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Razzi, fuochi e fumogeni hanno in comune la tipologia di richiesta di soccorso. Si devono usare in caso di reale bisogno e solo se non si riesce a comunicare in altro modo con chi è preposto al soccorso. Il fumo arancione di una boetta o la luce rossa di un razzo equivalgono a lanciare un «Mayday».

Prima di sparare o accendere, è meglio cercare di contattare la Guardia Costiera con un Vhf, se lo si ha a bordo oppure con un telefono cellulare. Se non c’è copertura del segnale e non si ha una radio, allora si possono usare razzi, fuochi o fumogeni.

La radio o un telefono consentono una comunicazione più precisa. E’ possibile far sapere se la richiesta di soccorso viene fatta per un’avaria al motore o se c’è un ferito a bordo e, almeno in teoria, si dovrebbe poter comunicare con maggior precisione la propria posizione.

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Fuochi e razzi, invece, sono più o meno equivalenti a un PLB o un Epirb, la richiesta è del tipo: «Aiuto! Venite a prenderci il più presto possibile». In cosa differiscono fuochi a mano, razzi a paracadute e boette fumogene?

Queste ultime sono un segnale prettamente diurno. Sprigionano un intenso fumo di colore arancione e si vedono quindi durante il giorno. La portata è di alcune miglia, realisticamente non più di cinque, e bruciano per non più di tre minuti.

I fuochi a mano e i razzi a paracadute, invece, sono segnali notturni. I primi hanno un portata più limitata, mentre i razzi, in condizioni ottimali di visibilità, si possono avvistare anche a 25 miglia di distanza.

Come si usano?
Sulla confezione ci dovrebbero essere delle istruzioni in italiano. In mancanza di queste, la normativa consente che ci siano dei pittogrammi che spiegano come si devono utilizzare.

Il primo consiglio che ci viene in mente è quello di aggiungere alle dotazioni un paio di guanti per proteggersi le mani da eventuali ustioni e bruciature.

La boetta fumogena è galleggiante, per attivarla basta svitare il tappo di chiusura, calzare l’anello a strappo e tirare energicamente. E’ bene non attendere che esca il fumo arancione, ma gettare subito la boetta in mare, così si eviteranno spiacevoli ustioni e danni collaterali.

Il camino della boetta, infatti, è realizzato in modo da non subire danni anche nel caso venga immerso in acqua. Il fumo arancione esce ugualmente, anche se la boetta è bagnata perché è stata lanciata in acqua.

La durata non supera i tre minuti e la portata è di poche miglia. Vale la pena usarlo se non ci si trova troppo lontano dalla costa o nel caso si avvisti una nave di passaggio.

Se la si attiva in mare aperto senza nessuno in vista all’orizzonte, è probabile che il fumogeno sia sprecato perché nessuno riesce a individuare il fumo arancione.

La boetta fumogena può essere impiegato anche come secondo segnale di soccorso. E’ molto visibile, per esempio, da un elicottero. Se i soccorritori vi hanno avvistato dal cielo e si stanno avvicinando, può valere la pena attivare una boetta fumogena perché questa fornisce loro l’indicazione di quale sia la direzione del vento. Si tratta di un’indicazione preziosa per l’elicotterista che deve ripescarvi.

I fuochi a mano, invece, bruciano per circa sessanta secondi e hanno un’intensità non inferiore a 15.000 candele. Anche questi hanno un’attivazione semplice che, solitamente, non richiede più di un paio di operazioni: svitare il tappo di chiusura e attivare l’accensione.

Devono essere tenuti il più in alto possibile rispetto alla superficie del mare per aumentarne l’efficacia. Più la luce è alta sull’orizzonte, più sarà visibile da lontano.

Leggermente più complesso è l’utilizzo dei razzi a paracadute perché è necessario servirsi della pistola lanciarazzi. Il «proiettile» va inserito nella pistola è il colpo va sparato verticalmente. Il razzo deve raggiungere un’altezza di trecento metri. Poco prima di raggiungere il punto massimo della traiettoria si accende il segnale luminoso rosso e si apre il paracadute.

Il razzo va sparato verticalmente e per aumentarne l’efficacia, è consigliabile farlo spalle al vento. In questo modo, infatti, si rallenta la caduta che dovrebbe essere di circa cinque metri al secondi. Il razzo deve bruciare per almeno 40 secondi e ha un’intensità doppia rispetto a un fuoco a mano ovvero 30.000 candele.

Per l’altezza che raggiungono e l’intensità luminosa di cui dispongono, sono ovviamente molto più visibili di un fuoco a mano o di una boetta fumogena. Possono essere usati in mare aperto e molto distanti dalla costa. La portata, infatti, arriva a 25 miglia e si fa notare anche da un avvistatore distratto.

E’ consigliabile fare una lunga pausa tra un razzo e l’altro per aumentare le probabilità di essere notato.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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