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Raid Pavia-Venezia, il 6 giugno torna una classica della motonautica

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L’Associazione Motonautica Pavia in collaborazione con l’Associazione Motonautica Venezia, organizzano, sotto l’egida della Federazione Italiana Motonautica, la 69° edizione del Raid Motonautico Internazionale Pavia Venezia, che si svolgerà domenica 6 giugno, con partenza da Pavia e arrivo a Brondolo-Chioggia-Venezia nella stessa giornata.

La gara per anni è stato un biglietto da visita della città di Pavia: una storia fatta di di ben 68 edizioni in 85 anni, con 13 anni di interruzione durante il periodo bellico e 3 sospensioni, fino alla sua ultima edizione che venne disputata nel 2011.

Le imbarcazioni ammesse alla 69° edizione sono:
– Imbarcazioni da corsa Specialità Circuito Catamarani Formula e tutte le categorie corsa oltre 5.000 cc costruite dopo il 1990
– Imbarcazioni da diporto – fino a 9 metri – la cui velocità di crociera non sia inferiore ai 60 Km/ora con rapporto peso-potenza che va da 3 a 1 a 8 a 1 (per leggere la tabella completa clicca qui)
– Offshore – Classe 3
– Endurance Gruppo B – tutte le categorie
– Moto d’acqua – Endurance
– Racer Storici – Classi 2.000 cc – 2.500 cc – R00
– Sciatori nautici – velocità
– Idroscivolanti a elica aerea

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Il percorso si snoda tre tratte – Pavia-Isola Serafini (PC) km 97, Isola Serafini-Boretto Po (RE) km 78, Boretto Po-Voltagrimana (RO) km 189 – e due trasferimenti (Voltagrimana-Brondolo/Chioggia km 20 e Bondolo-Venezia km 29) per un totale di 413 km.

La modulistica per iscriversi alla sessantonevsima edizione del Raid Motonautico Pavia-Venezia lo trovate cliccando qui.

I gommoni si possono iscrivere nella «Categoria Endurance Gruppo B». Secondo le prime informazioni raccolte dalla Rivista Il Gommone dovrebbero essere diversi i battelli pneumatici presenti alla gara.

La Storia del Raid
Una gara che va oltre la competizione e diventa leggenda. Una gara che nasce nel 1929, quando Vincenzo Balsamo, ingegnere napoletano e appassionato marinaio che presiedeva il Gruppo Motonautico della Lega Navale di Milano, propose alla società Canottieri Ticino di Pavia di organizzare una prova di turismo nautico sul Po, un Raid da Pavia a Venezia lungo un percorso di 414 km che toccasse il Ticino, il Po e poi, attraverso il canale di Brondolo che a quel tempo era chiamato Canale Vittorio Emanuele III, sboccasse in Laguna a Chioggia, raggiungendo infine Venezia.

A quel tempo la motonautica era già popolare. Sui laghi si organizzavano prove e gare di velocità. Era ovviamente uno sport d’èlite, che appassionava la nobiltà e la borghesia facoltosa. Ad aiutare Vincenzo Balsamo nell’organizzazione di questa audace prova sulla distanza, furono fra gli altri Piero Sozzani e Paride Negri con i figli Ettore e Tino che, già pluricampioni di canottaggio, erano titolari di un imbarcadero per il noleggio delle barche sul Ticino.

Il primo raid si svolse la domenica del 6 giugno 1929. Gareggiarono Ettore e Paride Negri, il primo con un motore Elto 350 cc e il secondo con un Elto 500 cc e vari team, dove il pilota richiedeva un secondo non solo in qualità di meccanico, ma per la conoscenza preziosa nella navigazione fluviale sul Po e sul Ticino: Quartana-Varesi (con un Johnson 500 cc), Carbone-Zanasi (Lockwood da 350 cc), Benzoni-Fregnani (Johnson da 500 cc), Castaldi-Borromeo d’Adda (Elto da 500 cc) e Dino Feltrinelli (con Miss Garda II).

I concorrenti partirono alle 4 del mattino con le rive degli argini popolate da una folla di appassionati. Tra gli ospiti illustri che affiancarono i commissari di gara e il commissario delle acque Contrammiraglio Camperio, l’Ing. De Capitani per il Touring Club, i giornalisti Emilio De Martino del Corriere della Sera e Arturo Pianca del Popolo d’Italia. La gara fu vinta dal minuscolo fuoribordo di Ettore Negri, assistito dal meccanico Luigi Calvi.

La signorina Balboni, in ritardo per una infinità di incidenti, arrivò dopo oltre 40 ore. Nel giro di pochi anni le medie orarie vennero stravolte. In soli sette anni si passò dai 35,670 km/h agli 86,73 km/h, dalle oltre 11 ore di Ettore Negri alle 5 ore e un minuto di Theo Rossi di Montelera. Sull’acqua comparvero bellissimi idroscivolanti che imposero la loro supremazia sugli scafi ad elica immersa.

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