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Nautica: nel 2018 la Croazia «stangherà» i maxi-rib

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Il Governo croato ha deliberato le nuove tariffe relative alle tasse di soggiorno turistiche per il 2018. Mentre per il pernottamento negli alberghi e altri luoghi di soggiorno i prezzi sono allineati a quelle che si pagano anche in Italia (attorno a un euro nella maggior parte delle località, con alcune eccezioni), la vera stangata arriva per i diportisti. Ma non per tutti.

La differenza la fanno le lunghezze delle imbarcazioni: per un gommone (o una barca) lungo (il riferimento è alla lunghezza di omologazione) fra i 9 e i 12 metri, mentre nel corrente anno si pagavano 200 kune (27 euro) per 8 giorni di permanenza, nel 2018 si dovrà sborsare il doppio, cioè ben 400 kune ovvero 54 euro. E più ci si ferma, maggiore diventa la quota da pagare: per 15 giorni si passerà da 350 a 700 kune (da 47 a 94 euro), per un mese ci vorranno 161 euro (erano 67) mentre chi desidera concedersi un anno sabbatico e vivere bordeggiando lungo le coste croate dovrà rassegnarsi a pagare cinque volte l’attuale tassa, ovvero 5.800 kune contro 1.100 (780 euro contro 148!).

Naturalmente, man mano che si sale con la taglia delle imbarcazioni, crescono anche i rincari: il proprietario di un cabinato da 12 a 15 metri che per 15 giorni pagava 54 euro di tassa di soggiorno, nel 2018 dovrà sborsarne 128 (950 kune), 161 se la barca misura fra 15 e 20 metri (erano 67) e 242 se ha un’unità che passa i 20 metri (prima erano 108).

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Le imbarcazioni e i gommoni più piccoli non vengono fortunatamente toccati dal provvedimento di Bilancio firmato dal Primo Ministro croato Andrej Plencovic lo scorso 4 agosto, anzi, in alcuni casi ne beneficiano. Se si dorme a bordo di unità con lunghezze fra 5 e 9 metri per 8 giorni verranno richieste 130 kune, cioè 17 euro, mentre oggi se ne pagano 150 (20 euro), quindi c’è un minor prezzo del 15% che sale al 20% se ci si ferma 15 giorni (32 euro nel 2018 contro i 40 attuali); la tariffa rimarrà invariata dall’anno prossimo per un soggiorno di 30 giorni (400 kune = 54 euro), mentre aumenterà del 58% e del 100% per chi deciderà di fermarsi in Croazia pernottando a bordo della propria imbarcazione rispettivamente per 90 giorni e un anno (128 euro contro 81 nel primo caso, 268 euro contro 134 nel secondo).

Ricordiamo che la tassa di soggiorno viene richiesta per l’imbarcazione e non per ciascuna persona se si dorme a bordo o se si ha un’unità cabinata, ma se si dimostra di pernottare in albergo (esibendo prenotazioni e fatture) se ne viene esentati (perché si pagherà l’imposta direttamente all’albergatore).

Dure reazioni per il provvedimento si sono registrate dai responsabili dei Marina croati che hanno evidenziato come questi aumenti impositivi potrebbero allontanare i diportisti che fino ad oggi hanno trovato attrattiva la Croazia anche per i suoi prezzi concorrenziali.

Una volta tanto il nostro settore, come avete visto, non è il più penalizzato: dovrà aprire un po’ di più il portafogli l’armatore di un maxi-gommone, ma probabilmente, al pari di quelli dei grandi yacht, per loro non farà molta differenza.

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