Joker Boat header 2017
Bwa headerbanner
Zodiac header dal 1 novembre al 30 novembre 2016
ZarMini – headerbanner dal 28 marzo al 30 settembre 2017
Yamaha header torta 2017 dal 1 febbraio al 30 aprile 2017

L’Editoriale

La campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche previste a febbraio del 2018 è – di fatto – già iniziata. O forse non è mai terminata dallo scorso 4 dicembre, quando la schiacciante vittoria del «no» al referendum costituzionale ha portato alle dimissioni del Governo guidato daMatteo Renzi. Ora, invece, siamo tutti ad aspettare l’esito del confronto interno al partito di maggioranza che porterà, alla fine di aprile, all’elezione di un nuovo leader. Da quel momento in avanti, salvo sorprese sempre possibili, l’Italia sarà pronta ad affrontare un’altra lunga, estenuante corsa verso le elezioni.
Nel frattempo, però, il Paese è praticamente fermo. Il Governo Gentiloni sembra «vivacchiare» sorretto da una maggioranza che ormai si fa pure fatica a capire quale sia. L’unica certezza è che questa legislatura arriverà almeno a settembre, quando i nostri parlamentari centreranno l’obiettivo di maturare l’ennesimo vitalizio. L’Italia ha un disperato bisogno di riforme importanti per tornare a diventare competitiva e per ridare concretezza e maggior vigore alla ripresa economica che c’è, come hanno certificato i più importanti istituti internazionali, ma è molto debole, tanto da posizionarci in coda ai Paesi dell’Unione Europea.
Sull’argomento, autorevoli esponenti si sono già espressi a più riprese e non vogliamo, in questa sede, tornare sulla questione. Ci limitiamo a concentrarci sul nostro mondo, quella della nautica, che ha anch’essa la necessità di ricevere una scossa per far ripartire l’economia.
Sul tavolo (o meglio, nel cassetto) restano praticamente irrisolti e senza una strategia vera e propria tutti i problemi che riguardano i diportisti che solcano mari, laghi e fiumi del nostro Paese. Le difficoltà infrastrutturali, come per esempio la cronica carenza di scivoli, sono finite nel dimenticatoio (o almeno così pare) e i diportisti dovranno necessariamente mettere in conto un’altra stagione di passione e di «salassi»: è mai possibile che per trascorrere una domenica in gommone si debbano spendere fino a 150-200 euro solo per il varo e alaggio con la gru?
A più riprese, inoltre, si è parlato dello sviluppo del turismo nautico in Italia, ma al di là delle belle parole poco o nulla si è fatto: sembra quasi che, visto che il mercato italiano resta ancora poco ricettivo, non valga la pena investirci nulla. Ed è sbagliato. Prendiamo l’esempio diMilano: i colossali investimenti per l’Expo 2015 (e per tutte le infrastrutture a corollario) hanno pagato eccome. Il Capoluogo meneghino è attualmente la prima città italiana ad attrarre i turisti, anche dopo la fine dell’Esposizione universale. Questa è soltanto l’ennesima dimostrazione che investire (bene) nel turismo ripaga e anche molto. Perché non si riesce a ragionare in questi termini anche nel settore della nautica da diporto?
Siamo circondati dal mare, le popolazioni rivierasche hanno nei secoli fondato la loro stessa esistenza sull’economia marittima ed è proprio da qui che bisognerebbe ricominciare. Un progetto che i nostri cugini francesi hanno capito da tempo, puntando addirittura sulle scuole: è la che inizia la diffusione della cultura nautica. E infatti di giovani transalpini che vanno per mare ce ne sono tantissimi. Purtroppo tutto ciò non si crea dall’oggi al domani, ci vogliono decenni e un programma ben definito: le idee non mancano (e le buone pratiche da imitare neppure!), ma pare che chi di dovere si concentri su altre tematiche, lontane (ahinoi) dalle esigenze reali del Paese. Un vero peccato.
Buona navigazione!

 

 

CONDIVIDI
error: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone