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L’Editoriale

Finalmente si comincia a intravvedere la luce alla fine del lungo tunnel della pandemia.
Dopo oltre quindici mesi trascorsi a leggere i bollettini della Protezione Civile, passando intere giornate tra le mura di casa, adesso sembra davvero che la nostra vita possa tornare (quasi) alla normalità.
E così anche il nostro gommone è potuto uscire dal letargo e prendere il largo.

Nonostante le enormi difficoltà che l’industria nautica ha dovuto affrontare da quando il Coronavirus ha bussato alla nostra porta, a cominciare dall’escalation dei prezzi delle materie prime e la mancanza di componenti e accessori (ne abbiamo parlato diffusamente nel numero scorso), la stagione 2021 sarà di certo ricordata come la più incredibile per lo meno dell’ultimo decennio.

La fortunata «bolla» in cui ha vissuto il settore negli ultimi dodici mesi ha avuto come immediata conseguenza un aumento della domanda, tanto che per molti concessionari di fuoribordo e gommoni la stagione si può già definire «sold out».  Chi si approccia alla nautica adesso, o si «accontenta» di un buon usato (sempre che lo si riesca a trovare della misura che si desidera e a un prezzo ragionevole) oppure se ne riparla a settembre.

Nel frattempo, è in grande fermento anche un’altra parte della lunga filiera nautica: ci riferiamo a quella dei porti, delle Marine e dei rimessaggi. Secondo quanto ci hanno segnalato molti diportisti, i prezzi per un posto barca sono aumentati a dismisura e, comunque, è difficile trovarne uno per l’estate nemmeno a pagarlo oro, soprattutto nelle zone più gettonate! In alcune località del Centro-Sud, in particolare le isole, anche per un ormeggio alla boa le richieste dei gestori stanno diventando esorbitanti.  Insomma, sta succedendo quello che avevamo ipotizzato qualche tempo fa e di cui, sinceramente, non avremmo mai voluto scrivere!

E’ vero che l’economia di mercato è basata sulla domanda e sull’offerta, ma è altrettanto vero che i tanti nuovi diportisti che – grazie all’equazione «nautica uguale distanziamento sociale» – abbiamo «imbarcato» negli ultimi quindici mesi,  di fronte a certi costi di gestione potrebbero anche limitare la loro esperienza di armatori a poche stagioni, in attesa che l’emergenza pandemica si concluda.

Il Governo ci invita a trascorrere le prossime vacanze estive nel nostro Paese.  Giustissimo, ma per far sì che almeno una parte dei nostri connazionali decida di rimanerci anche negli anni successivi è necessario offrire qualcosa in più a fronte di prezzi, se non più bassi, almeno competitivi. Diversamente sarà l’ennesima occasione buttata al vento e l’industria turistica e nautica non riuscirà a farequel salto di qualità da più parti auspicato. Staremo a vedere.

Buona navigazione!

 

 

 

 

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