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L’Editoriale

A febbraio si è svolto a Vicenza l’ormai abituale appuntamento con «Pescare Show», la fiera super-specializzata destinata agli amanti di questo hobby che coinvolge decine di migliaia di appassionati in tutta Italia. Da alcuni anni all’interno della manifestazione ha trovato spazio anche la nautica, con un padiglione dedicato.
L’edizione 2019, terminata lo scorso 25 febbraio, ha visto la massiccia partecipazione dei battelli pneumatici, come mai prima d’ora era successo. Il mondo della pesca, soprattutto quella in mare, ha forse scoperto le straordinarie doti del gommone? Ami e tubolari possono finalmente andare d’accordo? A quanto pare sì.
La storia dunque si ripete. Quarant’anni fa, quando nacque il «semirigido», cioè il battello pneumatico con la carena in vetroresina, molti lo ritennero una provocazione, un «non senso» – come scrissero in tanti – che non avrebbe avuto alcun futuro. Previsioni puntualmente smentite dai fatti. Basta, effettivamente, aggirarsi in uno dei tanti porti della nostra Penisola per rendersi subito conto che, almeno fino a 8/9 metri di lunghezza, il battello pneumatico ha quasi definitivamente soppiantato la barca.
Ma torniamo all’argomento con cui abbiamo aperto questo editoriale.
Al «Pescare Show», di cui trovate un ampio reportage a pag. 68, l’interesse (o forse semplicemente la curiosità) per il rib è stato davvero notevole, probabilmente per merito delle sue impareggiabili qualità di sicurezza, stabilità e praticità. Non sembrano andare nella medesima direzione – per il momento – le vendite,
almeno secondo quanto ci hanno raccontato gli operatori del settore.
Ma, come si usa dire in questi casi, le prospettive per il futuro sono interessanti. Non a caso i principali marchi di fuoribordo hanno scommesso su questo comparto, non solo partecipando attivamente alla manifestazione con stand «ufficiali», ma creando
spesso dei veri e propri «fishing team». Anche i gommoni non sono più quelli di quattro o cinque anni fa.
Se una volta si trattava di semplici varianti open dei modelli da diporto, con l’aggiunta di qualche accrocco dedicato, ora sono diventati vere e proprie «macchine da pesca», con accessori e dettagli appositamente sviluppati
per le diverse specialità. Battelli non solo bellissimi da vedere, ma anche studiati nei minimi dettagli grazie alla collaborazione e alla supervisione di angler professionisti che svolgono anche il sempre più determinante ruolo di «ambassador», vale a dire dei testimonial (oggi si potrebbero anche definire influencer) che possono contare su decine di migliaia di follower sui social network. A completare questo gioco di alleanze ci sono le principali aziende dell’elettronica (quelle che distribuiscono chartplotter, ecoscandagli, radar, autopiloti, eccetera) che – qui più che altrove – rivestono un ruolo fondamentale nelle dinamiche del mercato.
D’altra parte la pesca moderna è tutta imperniata sull’elettronica e sulla condivisione. Perché la tecnologia renda al meglio delle sue (enormi) possibilità è, però, necessario che il mezzo sia progettato in modo adeguato. E quest’anno alla fiera di Vicenza si sono visti i primi risultati. Ma davvero il battello pneumatico soppianterà le barche anche tra i pescatori? Probabilmente no, ma è certo che una bella fetta di mercato la conquisterà.
Buona navigazione a tutti!

 

 

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