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L’Editoriale

Dopo aver trascorso un’estate in «libertà condizionata», il Coronavirus è tornato a far paura.
Come ampiamente pronosticato (e altrettanto abbondantemente sottovalutato dai nostri Governanti), con l’arrivo dell’autunno il Covid-19 si è rifatto vivo, più impetuoso che durante il lockdown di primavera.
Il Mondo deve dunque affrontare un altro periodo difficile, nella speranza che quanto prima si trovi una soluzione definitiva al problema, cioè un vaccino. Nel frattempo l’economia arranca e le nuove chiusure imposte con l’ultimo DPCM di inizio novembre non potranno che aggravare la situazione. La nautica, a dispetto delle previsioni catastrofiche, sembra vivere in una «bolla». I Cantieri hanno tutti, chi più chi meno, un portafoglio ordini importante, il che fa ben sperare per la prossima stagione.
L’assioma che la nautica equivale al distanziamento sociale è ormai un fatto acquisito e anche chi, in passato, non si era mai avvicinato al «nostro mondo» ora lo sta facendo con grande interesse in previsione delle vacanze future. Il rischio di trascorrere un’altra estate tra barriere in plexiglass, disinfettante in mano e mascherina è concreto e, quindi, molti italiani stanno accarezzando l’idea di «allontanarsi» dalle spiagge «contagiose» con un natante, verosimilmente un gommone.

C’è dunque spazio di manovra per aumentare il numero di diportisti che navigano i mari e i laghi italiani.
Un’occasione «storica» che andrebbe capitalizzata nel miglior modo possibile. Paradossalmente, più il Coronavirus ci costringerà a rinchiuderci in casa e a limitare le nostre libertà personali, più crescerà in ognuno di noi la voglia di «evasione».

Mancano poche settimane ormai al termine di questo «disgraziato» 2020 nel corso del quale la maggior parte dei grandi eventi internazionali (nautici e non) è stata rimandata o annullata (da questa debacle si è salvato solo il «nostro» Salone di Genova). Probabilmente, anche  nei prossimi mesi difficilmente sarà possibile organizzarne (al momento solo il tedesco «Boot» di Düsseldorf di fine gennaio è confermato).  Appare quanto mai difficile far convivere il rischio di contagio con la socialità e convivialità che tradizionalmente una fiera è in grado di offrire.
Ce ne dovremo fare una ragione, almeno per un po’.

Nel frattempo prendetevi cura di voi e buona fortuna!
Noi, come sempre, ci rivediamo in edicola
a fine gennaio!

 

 

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