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L’Editoriale

Il mercato nautico italiano archivia il 2017 ancora con il segno positivo. Per la cronaca, si tratta del terzo anno consecutivo di crescita. Dai numeri si stima un aumento del giro d’affari attorno al 20 per cento anche se, più realisticamente, si potrebbe collocare attorno al 10-15 per cento, un risultato tutt’altro che disprezzabile dopo i lunghi anni bui della crisi. Il dato fa sperare ancor meglio per il futuro perché non è legato a eventi particolari, bensì a un generale rialzo della nostra economia.
L’Italia e la sua industria possono, quindi, nuovamente provare ad allungare il passo sui Paesi europei «nauticamente» più evoluti. Il banco di prova lo avremo nei prossimi mesi con i saloni di Parigi e Du?sseldorf che ci daranno la misura di quanto i nostri imprenditori sapranno (o potranno fare) fuori dai confini nazionali. Il settore dei gommoni – vanto dell’industria nautica nazionale – è più agguerrito che mai, pronto a sfornare una tale quantità di modelli da far girare la testa. Gli stranieri apprezzano il prodotto «made in Italy», ancor più se si tratta di un battello pneumatico.
Sulla carta, insomma, le possibilità ci sono, semmai il limite del settore è quello che le aziende attive non sono ancora riuscite a fare massa critica per incrementare le sinergie, ridurre i costi e aumentare le opportunità commerciali, soprattutto in quei mercati lontani (come gli States) dove – tranne qualche lodevole eccezione – tutti i costruttori di rib faticano a trovare una collocazione stabile. Conquistare nuove piazze richiede notevoli sforzi economici (e non solo) che probabilmente la maggior parte dei cantieri non può affrontare da sola.
Nonostante gli italiani siano i più bravi del mondo a costruire gommoni, i più grandi produttori del Pianeta non risiedono in Italia. Come mai? Ecco, se volessimo esprimere un piccolo desiderio per il 2018, vorremmo che finalmente anche nel nostro comparto prendesse forma qualcosa in grado di competere a livello internazionale con le aziende americane o francesi, che da tempo hanno adottato una strategia unitaria e la stanno esportando in ogni dove.
Il nostro «nanismo» (cioè l’incapacità di diventare grandi) potrebbe far gola a qualche «pesce grosso» e allora sarebbero davvero guai!
Buona navigazione a tutti e auguri di buon Natale!
Noi ci rivediamo in edicola, come di consueto, alla fine di gennaio!

 

 

 

 

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