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L’Editoriale

Ammettiamolo: pensavamo che le epidemie sanitarie in un Continente come l’Europa non potessero
più verificarsi. Credevamo che gli unici virus da temere fossero quelli informatici che avrebbero potuto infettarci
il telefonino o il computer. E invece no. La pandemia del Coronavirus ci ha riportato tutti con i piedi per terra, costringendoci a misurarci con un problema, quello del contagio, difficile da risolvere in tempi brevi e di fronte
al quale tutti ci sentiamo piuttosto fragili. Nel frattempo l’economia va a picco, con cadute verticali dei fatturati
un po’ in tutti i settori, tranne i comparti farmaceutico, dei prodotti igienizzanti e dei dispositivi di protezione individuale (le ormai introvabili mascherine!).

Già nell’editoriale del mese di marzo avevamo ipotizzato le difficoltà che l’economia avrebbe potuto patire
per gli effetti derivanti dalla paralisi della produzione in Cina. Mai avremmo pensato che il contagio si propagasse con tale veemenza anche in Europa e in altri Paesi del mondo.

Oggi siamo qui a raccontarvi quello che tutti noi abbiamo sotto gli occhi, la Penisola «blindata»,
le borse in picchiata, la produzione in sofferenza, turismo e commercio in ginocchio…
Le più ottimistiche previsioni dicono che l’Italia, che già non navigava in buone acque, sprofonderà andando
in recessione economica. Gli stessi Istituti d’analisi, però, negli anni passati hanno spesso dimostrato
di non «prenderci mai» e questa volta speriamo davvero che si sbaglino.

La nautica sta vivendo le stesse difficoltà degli altri comparti. Le prime a pagare il prezzo più alto fino a questo momento sono state le fiere: l’ultima in ordine di tempo che, pur tra mille difficoltà, si è svolta quasi regolarmente è stata il «Pescare Show» di Vicenza (di cui vi diamo conto a pag. 84). Poi il nulla.

A partire dal 23 febbraio, all’indomani della presa di coscienza di cittadini e Istituzioni che il Nord Italia non era attraversato da una «semplice influenza», è stato un susseguirsi di annullamenti, slittamenti o riprogrammazioni in Italia e all’estero; alcune manifestazioni sono state spostate più in là nel calendario 2020, in attesa di tempi migliori, altre direttamente posticipate al 2021. Stessa sorte per eventi «non nautici» all’apparenza inossidabili, come il Salone del Mobile di Milano, il Vinitaly di Verona (entrambi posticipati), quello Internazionale dell’Auto di Ginevra (cancellato) – tanto per citare i più famosi – fiere che muovono ogni anno milioni di persone, generando un giro d’affari di alcune decine di miliardi di euro.

Più o meno tutti ci chiediamo quando finirà la quarantena e si potrà riprendere a fare una vita normale, a coltivare le nostre passioni e a soddisfare le nostre ambizioni. L’estate non è più così lontana e la nautica potrebbe diventare uno straordinario volano per la ripresa dell’economia e della vita sociale di questo Paese.

Buona navigazione a tutti.

 

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