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L’Editoriale

Un Ministero «distratto» (quello dei Trasporti) sta penalizzando fortemente addetti ai lavori (in particolare rivenditori e noleggiatori) e diportisti in possesso di un fuoribordo 2T direct injection da 40 hp con oltre 750 cc (in pratica è coinvolto un solo modello, l’Evinrude E-Tec 40, che ha una cilindrata di 864 cc).

A luglio del 2018, in seguito a proteste da più parti, scattò una prima proroga concessa ai titolari delle suddette unità per la conduzione senza l’obbligo della patente nautica; in quell’occasione i diportisti furono assicurati che l’orientamento del Governo fosse di correggere definitivamente la norma prevista dal nuovo Codice della Nautica, ma – nei fatti – alla scadenza del 31 dicembre nulla era stato ancora deciso.

A metà aprile di quest’anno, attraverso la risposta del sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco a una interrogazione in Commissione Trasporti del deputato pentastellato Emanuele Scagliusi, il Governo Conte si era impegnato a trovare in tempi rapidi una soluzione in merito, però la stagione avanza e nulla è stato fatto!

Ma la questione è, ormai, urgente. Dallo scorso gennaio, infatti, per condurre un natante equipaggiato con un Evinrude E-Tec è richiesta la patente nautica, nonostante negli ultimi quattordici anni ciò non fosse previsto, in quanto i fuoribordo 2T direct injection erano equiparati ai 4T (quindi limite «senza patente» a 1.000 cc di cilindrata) con buona pace di tutti. In più, la norma del nuovo Codice è stata applicata retroattivamente, creando un vero e proprio caos. Si stima, infatti, che in circolazione in Italia ci siano tra i 6 e gli 8 mila Evinrude E-Tec, quindi il problema coinvolge molte persone e aziende.

Oltre al danno commerciale che già hanno subìto i concessionari, c’è pure da considerare che molti di coloro che posseggono un esemplare di questo fuoribordo possano circolare ignari del nuovo obbligo. Quindi se nelle settimane a venire il Ministero non farà qualcosa (l’ipotesi più probabile è un ulteriore rinvio) c’è da aspettarsi che nei prossimi mesi le multe cominceranno a fioccare copiose.

Al di là di come finirà la vicenda, c’è da dire che per l’ennesima volta i nostri governanti hanno dato prova della loro scarsa attenzione ai problemi del comparto. Il nuovo Codice è nato con l’ambizione di dare un nuovo impulso alla nautica italiana, ma a giudicare da questa vicenda viene da pensare che qualcosa da mettere a posto ci sia ancora!

Buona navigazione a tutti!

 

 

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