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La Francia vuole mettere una «eco-tassa» sulla nautica. L’industria sul piede di guerra

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Il ministro dell’Ecologia francese Ségolène Royal vorrebbe introdurre una nuova tassa sulla nautica a partire dal 1° gennaio 2017.

La nuova imposta vuole essere un tributo per finanziare lo smaltimento e il riciclaggio delle imbarcazioni a fine vita. L’eco-tassa sarebbe applicata sul prezzo d’acquisto di una nuova barca o gommone e potrebbe raggiungere addirittura il 5-10% dell’importo.

La Federazione Francese delle Industrie Nautiche (FIN), in pratica l’equivalente della nostra Ucina – Confindustria Nautica, si è dichiarata perplessa dal provvedimento perché non solo rappresenterebbe un ulteriore freno alle vendite in Francia (e ultimamente sono tutt’altro che brillanti), ma perché la tassa graverebbe solamente sul primo acquisto nonostante l’imbarcazione – statisticamente – nel corso della sua vita (stimata in circa trenta anni) passi di mano almeno 6/7 volte.

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La FIN ha diffuso ieri pomeriggio un comunicato durissimo; sono a rischio migliaia di posti di lavoro.

Se il nuovo balzello sarà confermato, la Francia sarebbe il primo Paese della UE a dotarsi di una norma di questo tipo.

Secondo alcuni autorevoli esperti, entro 2-3 anni l’intera Europa potrebbe dotarsi di uno strumento fiscale per finanziare lo smaltimento delle imbarcazioni con un impatto negativo sulle vendite.

L’ICOMIA, cioè la federazione internazionale delle industrie nautiche, stima che attualmente nel mondo potrebbero essere 2,3 milioni le imbarcazioni da smaltire, cui andrebbero aggiunte quelle che termineranno il loro ciclo di vita negli anni successivi.

All’ultima edizione del Mets di Amsterdam a novembre (l’evento dedicato agli operatori del settore dedicato ad accessori, impianti, materiali e tutto quanto sta dentro e su un’imbarcazione), se n’è parlato nel corso di una conferenza dal titolo «The Future of Yacht Recycling» a cui è intervenuta anche il Presidente di Ucina Carla Demaria e il delegato ambientale dell’Associazione Antimo Di Martino, uno dei massimi esperti in Italia sull’argomento.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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