«Con la nuova legge sulla nautica, il Friuli Venezia Giulia compie un salto di qualità in un settore che rappresenta una filiera strategica per l’economia regionale, con numeri, occupazione e prospettive in continua crescita».
Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, nel corso di un incontro pubblico a Lignano svoltosi sabato scorso in occasione dell’inaugurazione della fiera nautica Lignano Boat Show, dove ha illustrato i contenuti del nuovo provvedimento legislativo entrato in vigore lo scorso 1° gennaio.
La legge, composta da 16 articoli, si presenta come uno strumento snello, chiaro e immediatamente operativo, con un impatto diretto sul mondo della nautica da diporto, dei servizi e dell’artigianato specializzato. «Il comparto – ha precisato Bini – impiega in regione circa 10mila persone e conta circa 1.500 aziende, dalle grandi realtà internazionali fino ai piccoli cantieri e agli artigiani della motoristica e della lavorazione del legno. E’ un ecosistema produttivo ad alta intensità di lavoro e valore aggiunto».
A trainare la crescita, secondo l’assessore, è stata anche la riscoperta del turismo nautico dopo la pandemia, che ha visto aumentare il numero dei posti barca in regione, oggi oltre 15mila, e una domanda in continua espansione. «Avevamo bisogno di una legge che ci consentisse di intervenire in modo puntuale e incisivo – ha aggiunto -. Abbiamo stanziato una prima dotazione economica pari a 2,7 milioni di euro per dare slancio all’attuazione, ma siamo pronti a rimpinguare i fondi se ci sarà un’adeguata risposta da parte del territorio».
Tra gli interventi previsti, figura il censimento completo dei posti barca in Friuli Venezia Giulia, compresi quelli meno conosciuti o situati in acque interne, per mappare l’intero patrimonio nautico regionale.
Seguiranno bandi per l’ammodernamento delle infrastrutture, con particolare attenzione alle darsene, come quella di Lignano, dove verranno realizzati interventi su pontili, illuminazione, aree di accoglienza, bar e ristorazione. «Iniziamo con un investimento da 3,5 milioni di euro per la località marina friulana – ha spiegato Bini – ma questo è solo il primo passo. Vogliamo rendere le nostre strutture più attrattive per i turisti e i diportisti, anche in ottica internazionale».
La legge prevede inoltre contributi per incentivare il noleggio di barche a fini turistici, per la rottamazione dei natanti abbandonati e per la riconversione ecologica dei motori marini, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale del settore. Non mancheranno interventi specifici a sostegno di chi intende investire nell’ammodernamento dell’offerta turistica nautica.
Un altro tassello fondamentale sarà la promozione. «Utilizzeremo PromoTurismoFVG per una campagna mirata nei principali saloni internazionali – ha detto l’assessore – con l’obiettivo di rafforzare l’immagine della regione come destinazione di eccellenza per la nautica da diporto.
























