Nel migliore dei casi, va tutto bene. Talvolta, però, il salto tra il pontile e il gommone – e viceversa – va storto. Perché la superficie d’arrivo è bagnata, perché il balzo è stato troppo corto o troppo lungo, perché non si è calcolato l’ingombro della bitta o del verricello sul musone, perché le ginocchia hanno fatto cilecca nel momento più sbagliato, perché un’onda ha sollevato all’improvviso la poppa, perché ahia! la schiena non è più quella di un tempo. Ecco allora che sono urti e botte, bagni indesiderati e magari fuori stagione, figure barbine o veri e propri infortuni.
In quei momenti ci si rende conto, di colpo, che una passerella per il proprio gommone non è per nulla una cattiva idea. Meglio prevenire, no?
Del resto chi si muove su un bel natantone può spesso contare su una passerella – di serie o optional che sia – montata dal cantiere costruttore.
Per gli altri, stufi di dover fare acrobatici e, più spesso, incerti balzi tra passerella e battello – neanche si fosse in una pubblicità di quel noto olio di mais – non resta che scandagliare il mercato alla ricerca della passerella più adatta.
E di certo la scelta non è cosa da poco: tipologie, materiali, dimensioni, pesi e prezzi sono i più differenti, per accontentare davvero tutti. Il rischio è, anzi, quello di sentirsi disorientati in mezzo a tanta varietà…
Per questo motivo sul fascicolo n. 424 (Gennaio/Febbraio 2024) abbiamo pubblicato una guida per l’acquisto di una passerella che possa fare un buon lavoro su un gommone.
Ci siamo posti l’obiettivo di restare al di sotto dei 1.000 euro (o sforare di poco) e di concentrarci sui soli modelli portatili, che possano essere eventualmente utilizzati anche su altre unità, qualora la cambiaste, o restare a terra quando non ne aveste bisogno.
Se desiderate approfondire l’argomento potete richiedere l’articolo completo in PDF cliccando qui.




















