Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha partecipato ieri, a Fiumicino, alla presentazione dell’operazione «Mare sicuro 2016» della Guardia Costiera, insieme ai ministri Delrio (Trasporti e Infrastrutture) e Martina (Politiche Agricole e Forestali).
Tra le tante dichiarazione di circostanza ce ne è stata, però, una che ha fatto un certo scalpore. Il responsabile del Dicastero dell’Ambiente è, infatti, andato giù molto duro con chi inquinerà mare e coste: «A chi pensa – ha detto Galletti – di rovinare il nostro mare e le nostre coste, noi rovineremo le ferie». Bravo!
Però a noi diportisti deve ancora spiegare come faremo a smaltire legalmente i razzi, che com’è noto sono altamente inquinanti.
Il Ministro aveva promesso a fine ottobre che entro breve tempo (ma intanto sono trascorsi otto mesi!) sarebbe stato emanato un regolamento con le procedure per lo smaltimento in sicurezza delle decine di migliaia di razzi di segnalazione che oggi stazionano – illegalmente secondo l’art. 679 del Codice Penale – nei nostri garage e cantine.
Le Capitanerie di Porto, infatti, non effettuano più questo servizio (lo facevano fino a poco tempo gratuitamente alcune stazioni, ma la cosa era del tutto facoltativa) né tanto meno i Vigili del Fuoco.
Noi stessi, inoltre, avevamo interpellato nel mese di novembre l’ufficio stampa del Ministero: ci avevano confermato che il cosiddetto «tavolo tecnico» era in attività presso la Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento, ma non avevano voluto rilasciarci alcuna anticipazione al proposito dello smaltimento dei dispositivi pirotecnici scaduti perché – ci avevano riferito – al più presto si sarebbero conosciute le conclusioni.
Sono, nel frattempo, passati più di otto mesi dalla dichiarazione del Ministro, ma tutto tace. E la stagione nautica è ormai ufficialmente aperta. Il problema dello smaltimento si pone non tanto per le boette e i fuochi a mano, quanto per i razzi di segnalazione, obbligatori a partire dalla navigazione oltre le 3 miglia dalla costa, classificati come «esplosivi».
Scadono ogni 4 anni e, pensate, che anche tenerseli in box o in cantina è un reato: detenzione abusiva di sostanze pericolose. La legge vieta, inoltre, che i razzi siano utilizzati al di fuori delle situazioni di emergenza in mare; non si possono buttare nei cassonetti né «affondare» in mare: il loro contenuto è, infatti, altamente inquinante.
Attualmente l’unico modo per smaltirli a «norma di legge» è conferirli – a proprie spese – a un’azienda abilitata al ritiro.
























