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Fuoribordo: la girante, costa poco, vale tanto

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La girante è una ventola di gomma montata all’interno del piede di quasi tutti i fuoribordo (solo quelli più piccoli, spesso, ne sono privi).

Si tratta di un particolare economico, che ha però un’importanza vitale; esso ha, infatti, il compito di pompare l’acqua facendola circolare nei condotti di raffreddamento del motore.

E’, quindi, superfluo dire che la girante deve funzionare perfettamente, pena problemi di surriscaldamento del motore e, in casi più gravi, anche di grippaggio.

Su quasi tutti i moderni fuoribordo sono ormai previste protezioni elettroniche che tengono sotto controllo la temperatura del motore e, in caso di surriscaldamento, intervengono limitando i giri e avvisando l’utente mediante segnale luminoso e acustico.

Nelle unità più datate, invece, un guasto alla girante o il classico sacchetto disperso in mare che ostruisce i condotti dell’acqua, sono spesso causa di guai seri al motore, oltre che fonte di pericolo per il diportista che rimane in panne in mezzo al mare con tutte le conseguenze del caso.

Come abbiamo detto in precedenza, la girante è costituita principalmente da gomma, con un’anima di metallo o resina.

Non c’è una durata certa per questo componente, perché diversi sono i fattori che lo rendono vulnerabile; è bene, comunque, non far mai girare il motore a vuoto, perché basta pochissimo tempo per rovinarlo irrimediabilmente.

Una girante usurata dal troppo lavoro si presenta con le palette incurvate e senza elasticità, con la superficie screpolata o con crepe evidenti se pieghiamo le alette di gomma con le dita.

Se queste si spezzano possono andare a ostruire i condotti di raffreddamento del motore e spesso per rimuoverle è necessario smontare i coperchi di scarico, a volte la testata, se non addirittura asportare il monoblocco dal gambale perché i passaggi dell’acqua sono molti.

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