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Fuoco a bordo del gommone? Ecco cosa si può fare

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Che il principale nemico in mare non sia l’acqua ma il fuoco sembra impossibile. Eppure tutte le statistiche lo confermano, anche sulle imbarcazioni da diporto. I gommoni non sono esenti del tutto dal rischio, pure se i motori fuoribordo di oggi sono attentamente progettati per impedire che nascano problemi di questo genere.

Ma il fuoco è insidioso e può nascere da un dettaglio di nessun conto trascurato solo per un istante. Ecco perché occorre avere a bordo la giusta dotazione di estintori, ma anche e specialmente sapere come usati e prima ancora avere una seria conoscenza di tutti quelli che possono diventare comportamenti a rischio d’incendio.

Gli estintori portatili sono, su un gommone, l’unico mezzo per intervenire su un incendio già sviluppato o in fase di sviluppo per cercare di contrastarlo. Ed è assolutamente necessario dunque che ci siano, che siano efficienti e che siano del tipo previsto per gli incendi che possono nascere su un gommone.

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Non dobbiamo dimenticare che tutto, su un gommone, può alimentare le fiamme. E non illudiamoci che la vetroresina sempre più abbondante sui moderni rib sia esente dal fuoco: anzi, al di sopra di una certa temperatura – che in un incendio alimentato dalla benzina viene raggiunta quasi istantaneamente – la resina brucia, sviluppando a sua volta alte temperature.

Nemmeno il tessuto gommato com’è noto può essere considerato ignifugo e se anche un gommone non sempre ha la complessità di impianto elettrico che è ormai norma sulle imbarcazioni da diporto – ma sui rib più grandi anche quest’affermazione è contestabile – ci sono pur sempre abbastanza accessori elettronici, alimentati da cavi e cavetti, che possono diventare origine o vittime del fuoco.

Insomma, bisogna stare molto attenti: perché se il fuoco si scatena davvero, un gommone è il mezzo meno adatto per isolarlo. Vediamo quindi come affrontare eventuali situazioni di emergenza.

In caso d’incendio a bordo, segnalare subito via Vhf o con il telefonino (se c’è campo) l’emergenza alla Capitaneria (numero di telefono per le sole emergenze 1530).

Non temiate di essere eccessivamente allarmisti: potrete comunicare l’incendio con l’avvertenza che è sotto controllo, ma intanto i servizi di soccorso saranno allertati. prima di attivare il collegamento con la Guardia Costiera fate un punto della vostra posizione più possibile accurato: il punto Gps, se l’avete e funziona, oppure rilevamenti a terra, oppure un punto stimato in base alla direzione che stavate tenendo e al tempo ed alla velocità. Sarà la stessa centrale operativa della Capitaneria poi a darvi istruzioni ed eventualmente consigli sull’emergenza in cui vi trovate.

Ma realisticamente parlando dovete sapere che se proprio non siete vicini a un porto dovrete probabilmente cavarvela da soli prima che possa arrivare qualcuno in soccorso. Fate attenzione anche ai volenterosi, tipo altri gommoni o imbarcazioni da diporto.

Può darsi che accorrano, ma non delegate mai le operazioni antincendio ad altri, salvo non si dimostrino effettivamente più esperti e più attrezzati di voi. Controllate quello che vogliono fare, anche preventivamente, e in caso di dubbio non esitare a ordinare che si allontanino.

Ricordatevi che a bordo della vostra barca il responsabile di tutto quello che accade siete sempre voi: sul piano giuridico ma anche su quello morale ed amministrativo (assicurazione). E se proprio il gommone non è a rischio di esplodere o di diventare un rogo, non lo abbandonate fino all’ultimo: ricordatevi che al momento dell’abbandono, diventa Res Nullius cioè di chi lo recupera.

Occupiamoci, infine, della sicurezza di chi è a bordo. E’ ovvio che bisogna agire tenendosi sempre sopravento alle fiamme per non rischiare ustioni. Ed è ovvio che in caso d’incendio a bordo la prima cosa da fare è girare la barca in modo da tenere le sue parti più delicate e infiammabili – oltre che alle persone – sopravento al focolaio.

Se ci sono rischi reali di allargamento dell’incendio, occorre anche prevedere la possibilità di allontanare le persone d’equipaggio più «delicate», donne e bambini: sulla zattera se c’è, oppure sull’autogonfiabile o con i salvagente individuali.

Le persone messe a mare non vanno però lasciate in balia del mare e del vento: se ci sono solo i salvagente è opportuno che i naufraghi a mare si leghino l’un l’altro con cimette che consentono di tenere sempre vicini i più deboli. Dovranno subito allontanarsi, portandosi sopravento o almeno a fianco del mezzo in fiamme, per non rischiare di respirare fumo tossico o di essere colpiti da qualche frammento in fiamme.

Concludiamo con un monito: l’acqua può essere utilizzata per spegnere il fuoco solo se quest’ultimo si è sviluppato e si limita a investire strutture o accessori che non coinvolgono né la benzina né, in particolare, l’impianto elettrico.

Se è caduta una sigaretta che ha dato fuoco a un materassino, o se si è incendiato un pezzo di plastica: per il resto, l’acqua può solo raffreddare, ma non spegnere. Con un unico vantaggio, che è caratteristico del gommone: a differenza di un’imbarcazione rigida, potrete allagare quanto volete, perché non andrete – come nel caso degli altri – a fondo.

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