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Ecco il Mercury Verado 600 V12, mostruosamente grande!

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Dopo giorni di spasmodica attesa, fomentata da un messaggio sui Social che preannunciava l’arrivo di una grande novità in casa Mercury, ecco finalmente svelato il «mistero». E’ il nuovo Verado 600, il fuoribordo più grande e potente mai costruito dalla Casa americana e secondo (per numero di «hp») solo al Seven Marine 627SV che però ha cessato la produzione giusto all’inizio di quest’anno.

Il Verado 600 è equipaggiato con un possente propulsore a dodici cilindri a «V» stretta con distribuzione a 4 valvole per cilindro comandate da una catena e alimentazione a iniezione indiretta multipoint sequenziale. Il nuovo Verado 600 è un motore «aspirato», quindi niente compressore volumetrico.

La cilindrata è pari a 7,6 litri e anche in questo caso si tratta di un vero record. Il peso, a seconda delle versioni (in particolare la lunghezza del gambale), spazia tra i 590 e i 620 kg. Un vero «mostro» di potenza e tecnologia che lo pone ai vertici della fuoribordistica planetaria.

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Un fuoribordo, ovviamente, non per tutti, ma destinato ad equipaggiare imbarcazioni da 10 a 15 metri particolarmente pesanti che sempre più spesso propongono questa motorizzazione come alternativa ai classici gruppi poppieri.

Il design del «V12» ricorda un po’ quello del Verado «V8» da 250 e 300 hp, ma con dimensioni maggiori. Fra l’altro il Verado 600 è alto ben 2 metri e mezzo. E’ proposto con la classica livrea nera («Phanton Black») oppure bianca (in tre gradazioni di colore, fredda, calda o perlata).

La lista delle novità tecnologiche è davvero molto lunga, ma tra quelle – a nostro avviso più rilevanti – va menzionato il cambio a due velocità (la prima è più corta del 20 per cento rispetto alla seconda) con una frizione idraulica che rende impercettibile il passaggio di marcia e annulla i «colpi» durante l’inserimento delle marce, gli intervalli di manutenzione ordinaria allungati (paragonabili a quelli dei modelli da lavoro: a proposito, tra le novità c’è anche il «V12» da 500 hp destinata alla gamma SeaPro) e la particolare sezione intermedia (cioè l’AMS, acronimo di Advanced MidSection) ancora più evoluta rispetto a quello dei «V8» che isola completamente il propulsore e consente di ridurre vibrazioni e rumorosità fino al 30 per cento rispetto al Verado 300.

E a proposito di manutenzione va segnalato che vista la «stazza» del propulsore (e delle imbarcazioni su cui sarà montato), la maggior parte delle operazioni di manutenzione dovranno svolgersi necessariamente in acqua.

E per questo motivo Mercury ha previsto un grande sportello nella parte superiore della calandra per accedere ai principali servizi che necessitano di check periodici e la possibilità di rimuovere i pannelli laterali per alcuni interventi meccanici.

Naturalmente anche il parco eliche è stato aggiornato per assecondare al meglio le caratteristiche di questa unità propulsiva: ce ne sono di tradizionali o doppie controrotanti; nel caso in cui si decida di abbinare al Verado 600 anche il sistema di ausilio alla guida «Joystick Piloting», queste ultime assicurano una manovrabilità migliore grazie al maggior grip nell’acqua.

Quasi superfluo ribadire che le manette sono a controllo elettronico drive-by-wire e il trim è di tipo automatico (Active Trim).

Come per gli altri Verado, anche il 600 propone un cavalletto che funge da bracket allontanando il motore dallo specchio. Grazie a questo escamotage il fuoribordo ruota verso l’esterno quando viene ribaltato e «invade» il pozzetto solo di pochi centimetri.

Novità anche per quanto riguarda la timoneria. I fuoribordo, infatti, restano sempre pressoché immobili: quando si sterza a ruotare è solo il piede con un angolo che arriva a 45°. Grazie a questo sistema i Verado 600 non hanno bisogno di essere troppo distanziati tra loro quando sono montati in configurazione doppia, tripla o quadrupla.

Il Mercury Verado 600 arriverà in Italia entro l’estate, ma il debutto ufficiale è previsto a settembre al Salone Nautico di Genova. Il prezzo al pubblico non è stato ancora comunicato, ma potrebbe ragionevolmente collocarsi tra i 70 e gli 80 mila euro.

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