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Documenti: per i vecchi fuoribordo può essere un problema

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Prima dell’avvento del Codice della nautica, per i motori fuoribordo installati su qualsiasi tipo di unità da diporto (natanti e imbarcazioni) e per i propulsori entrobordo ed entrofuoribordo installati sui soli natanti da diporto, era obbligatorio un documento denominato «certificato per l’uso del motore».

Esso veniva rilasciato dagli uffici circondariali marittimi o dagli uffici provinciali della motorizzazione civile e conteneva i dati identificativi del motore, nonché quelli relativi alla sua omologazione o al suo collaudo.

Per il rilascio del certificato d’uso del motore esistevano due possibilità:

1) il prototipo del motore subiva un’omologazione, da cui derivava un certificato (di omologazione) che, unito alla dichiarazione di conformità del singolo esemplare, serviva a conseguire presso i predetti uffici il certificato d’uso;

2) il motore in singolo esemplare subiva un collaudo, a seguito del quale veniva rilasciato un certificato di potenza, che legittimava a richiedere il citato certificato d’uso.

Il 10 maggio 2000 entrò in vigore una circolare del Ministro dei trasporti e della navigazione, intitolata «Potenza dei motori da installare su unità da diporto», con cui furono soppresse – in quanto non conformi al principio comunitario di libera circolazione dei beni – le descritte procedure di omologazione e di certificazione di potenza dei motori marini e fu introdotta, in loro vece, la «dichiarazione di potenza del motore» rilasciata direttamente dal costruttore o importatore o rivenditore autorizzato, rimanendo validi i certificati di omologazione e di potenza già emessi a quella data.

Da allora, quindi, per ottenere il certificato d’uso del motore (per quei motori prodotti dopo il 10 maggio 2000) diventò necessaria soltanto la dichiarazione di potenza del motore.

Nel luglio del 2005, il Codice della nautica da diporto ha ulteriormente semplificato, sostituendo il certificato d’uso con la dichiarazione di potenza del motore.

Quindi, attualmente tutti i motori fuoribordo, nonché i soli entrobordo ed entrofuoribordo installati sui natanti da diporto, devono essere muniti semplicemente della dichiarazione di potenza del motore, sulla quale sono riportati i dati tecnici del motore stesso.

Con tale provvedimento, il legislatore ha inteso snellire la procedura amministrativa, attribuendo direttamente alla dichiarazione di potenza (rilasciata non dall’Amministrazione, bensì dal costruttore o importatore o rivenditore autorizzato) il valore di documento di bordo.

I certificati d’uso del motore già rilasciati mantengono comunque la loro validità senza limiti di tempo, ma l’Amministrazione non può rilasciarne di nuovi, neanche sotto forma di duplicato.

Nonostante il notevole snellimento amministrativo apportato, la mancanza di una norma transitoria ha causato diversi problemi di attuazione, soprattutto per i possessori di vecchi motori (non muniti di dichiarazione di potenza, bensì di omologazione), tanto da indurre la Direzione generale per la navigazione e il trasporto marittimo e interno ad intervenire con la circolare n. 10622 in data 21/06/07.

Il Ministero, in quell’occasione, ha stabilito che: in caso di smarrimento del certificato d’uso da parte di proprietari di vecchi motori (risalenti a prima del 10/05/2000), per i quali non è prevista la dichiarazione di potenza motore o la cui casa costruttrice ha cessato l’attività, si possa navigare con il certificato di omologazione del motore e la relativa dichiarazione di conformità; in caso di unità sprovviste di dichiarazione di potenza e cancellate dai registri delle imbarcazioni da diporto per transizione nella categoria dei natanti, si possa supplire con l’estratto dai registri imbarcazioni da diporto rilasciato dall’ufficio di iscrizione.

Infine, nell’ipotesi di unità provenienti da registri navali comunitari e sprovviste di dichiarazione di potenza, l’interessato possa sostituire quest’ultima con l’estratto dai registri comunitari di provenienza o con il certificato di cancellazione da detti registri, che riporti i dati tecnici del motore.

Con questa circolare si è venuti incontro alle esigenze dell’utenza, per la quale la semplificazione introdotta dal Codice della nautica aveva paradossalmente determinato una complicazione, anzi un ostacolo insormontabile, visto che nei tre casi sopra esposti era diventato impossibile per il legittimo proprietario di un vecchio motore utilizzarlo in mare.

Il Regolamento di attuazione del Codice, nel 2008, ha nuovamente affrontato il tema della documentazione dei motori marini (art. 20), confermando che i certificati d’uso del motore rilasciati prima del Codice possono essere utilizzati e che in caso di loro smarrimento, deterioramento o furto occorre (dopo aver presentato denuncia alle autorità competenti) richiedere la dichiarazione di potenza al costruttore/importatore o rivenditore autorizzato del motore oppure, se si tratta di motore già munito di dichiarazione di potenza, all’ufficio presso il quale la stessa è depositata.

In caso di smarrimento, deterioramento o furto della dichiarazione di potenza del motore, l’interessato, dopo la relativa denuncia alle autorità competenti, può chiedere il duplicato al costruttore o all’importatore del motore.

Infine, nel caso sia impossibile rivolgersi ai soggetti commerciali incaricati del rilascio della dichiarazione di potenza del motore (costruttore/importatore o rivenditore autorizzato), come, ad esempio, nell’ipotesi di fallimento o, comunque, cessata attività di questi, l’accertamento della potenza del motore e il rilascio del relativo documento spetta ai centri prova autoveicoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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