Copertina Il Gommone - Ottobre/Novembre 2017



ATTUALITA'
Bricole alla deriva, diporto nautico sempre più pericoloso in Laguna Veneta
Se le cozze a Venezia si chiamano «peoci», le sogliole «sfogi» e i murici «garusoi», bisogna chiamare i «pali» della laguna bricole o, meglio ancora, «bricoe». E ci sono pure le dame e le paline: tutte rivestono un’importante funzione per la navigazione, ma il degrado e l’incuria le sta letteralmente divorando. Eppure la soluzione è semplice. Secondo fonti autorevoli sarebbero 7.500 le bricole della laguna di Venezia e 1.000 quelle da ripiantare, tra prossime al crollo, ridotte a «punte» oppure ormai estirpate per sicurezza. Per ciascuna bricola messa in opera servono almeno 3.500 euro. E intanto la navigazione in laguna è diventata un vero e proprio percorso a ostacoli.
LE NOSTRE PROVE
Estilo 17 Top Line: un grande «senza patente» dal design molto raffinato
Un nuovo marchio si affaccia sul mercato. L’azienda ha una grande esperienza nella produzione di tubolari e battelli pneumatici per conto terzi. Lo stile non è solo nel nome: questo modello è senz’altro uno dei più eleganti e raffinati della sua categoria. Nulla è banale o casuale, una ricercatezza che lo distingue. L’opera viva d’impostazione «nordica» è adatta ai mari più duri, ma chiede potenza e le prestazioni con un fuoribordo «senza patente» sono modeste. Non teme le onde, è stabile e confortevole anche in situazioni tutt’altro che favorevoli, ma il set-up deve essere perfezionato per ridurre il regresso e la cavitazione. Offre due aree prendisole per tre persone e ha la postazione di pilotaggio separata dal divano passeggeri grazie a una consolle snella ed ergonomica. Non rinuncia alla cura nemmeno nei più piccoli accessori ed è rifinito in modo impeccabile.
LE NOSTRE PROVE
Nuova Jolly Prince 33 Sport Cabin, il cabinato perfetto per lunghe crociere
Questo nuovo modello è un natante cabinato dal profilo molto slanciato. Offre tanto spazio sopra e sotto coperta, ma non rinuncia ad accelerazione e velocità da vero sportivo. Si controlla piacevolmente e con facilità, ma la visuale attraverso il parabrezza non è ottimale. Tutto il ponte prodiero è dedicato al prendisole. Nel pozzetto il living è convertibile in solarium utilizzabile anche in navigazione, protetti dagli schienali. Il mobile cucina angolare è spazioso e non ingombra. Per passare a poppa occorre scavalcare il tendalino parasole che non ha un proprio ricovero. Sottocoperta c’è posto per una coppia e si può aggiungere una terza cuccetta. Gli interni sono finemente rifiniti con rovere trattato. Tutta la coperta è abitabile, dalla delfiniera di prua alle plancette poppiere, ma le tappezzerie si scaldano parecchio sotto il sole.
EVENTI
Salone Nautico di Genova. Bilancio positivo, crescono gli espositori e i visitatori
L’edizione 2017 del Salone Nautico di Genova mette a segno un altro risultato positivo (il terzo consecutivo) per numero di visitatori (148.228, il 16,5 per cento in più rispetto allo scorso anno), espositori e imbarcazioni in mostra. I gommoni, come sempre, hanno dominato la scena, animando gli spazi a terra e le banchine. Oltre 3.400 le prove in acqua effettuate nei sei giorni di fiera. Non molte, invece, le novità tra i battelli pneumatici. Fuoribordisti sugli scudi grazie a nuovi modelli e super-promozioni.
CHECK-UP USATO
Seagull Century, il fuoribordo inglese senza tempo per gli amanti del vintage
Chi ama la nautica avrà probabilmente almeno una volta sentito parlare di questo modello, considerato l’icona dell’indistruttibilità, anche se pochi lo hanno visto dal vivo e ancor meno sono coloro che ne hanno posseduto uno. Il Seagull è un fuoribordo robusto, dalle soluzioni originali e di grande valore collezionistico. La Marston Seagull iniziò la produzione nel lontano 1931. A quell’epoca si trattava di un’unità moderna con alcune soluzioni tecniche avanzate, come il condotto di scarico a sezione variabile. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Seagull diventò il propulsore ufficiale delle truppe da sbarco inglesi. Quel che lo distinse dai concorrenti fu la pressoché totale assenza di evoluzione del progetto, che per quarant’anni si migliorò soltanto con l’implementazione del «folle», nella forma del serbatoio e, solo negli ultimi periodi di produzione, con l’aggiunta di un avviatore a riavvolgimento automatico.
RAID
«Siviglia 2017», il diario di bordo in gommone del navigatore solitario Giovanni Bracco
Seconda parte del lungo viaggio del navigatore piemontese dalla Liguria alla Laguna veneta passando per l’Atlantico. Una rotta insolita, studiata ad arte per mettere alla prova l’uomo e i mezzi. La meta del primo giro di boa è stato il fiume Guadalquivir e la città di Siviglia (in totale 1.652 miglia in 14 tappe). Vi abbiamo proposto l’appassionante resoconto sul fascicolo di settembre («Il Gommone» n. 362), mentre in questo numero concludiamo il racconto che ha per protagonisti Giovanni Bracco, il gommone Nuova Jolly Prince 23 Cabin e il fuoribordo Honda BF 250 V-Tec. Nella rotta di ritorno il navigatore ha scelto di toccare la Sicilia, la Croazia e, risalendo tutto l’Adriatico, approdare a Conche di Codevigo-Chioggia (Laguna Veneta) dove il battello è stato finalmente alato e l’avventura si è definitivamente conclusa dopo ben 3.837 miglia di navigazione.
GOMMOCLICK
Reflex o smartphone? Una sfida high-tech all’ultimo pixel. Ecco chi vince
Oggi i telefonini fanno «miracoli», così c’è chi non è propenso a esporre l’amata fotocamera (magari professionale, quindi costosissima) ai pericoli che derivano dall’ambiente marino. Inoltre, gli scatti immortalati con i foto-telefonini possono vantare una messa in rete dell’evento fulminea, cosa che la maggior parte delle macchine fotografiche reflex non offre. Gli smartphone di oggi montano sensori fotografici che nelle versioni più evolute sono passati da 5 megapixel a 8, 12, 24 o più megapixel, quini possono fare foto da ingrandire fino al formato A4. Perché allora scegliere una reflex anziché un piccolo, maneggevole telefono portatile? Per esempio perché il problema originato dal fatto che il segnale elettrico in uscita da un pixel molto piccolo (cioè dallo smartphone) chiede una maggiore amplificazione da parte del microprocessore e, conseguenza sgradita, si producono indesiderati rumori di fondo, disturbi che abbassano la qualità d’immagine. Nel mondo delle macchine fotografiche, invece, si può ragionare su sensori che possono essere molto grandi, per esempio 24 x 36 mm, in grado di ospitare pixel di misure generose (come 6,4 o 6,8 millesimi di millimetro), quindi stampe di qualità decisamente migliore. Chi vince la sfida, allora, fra smartphone e reflex?
GUIDA ALL'ACQUISTO
Il Trainometro, la super-classifica delle auto che «tirano» di più
Sul numero di ottobre/novembre trovate la versione più aggiornata del nostro «Trainometro», la speciale «classifica» (oltre 1.000 modelli presi in esame, da 1.500 a 3.500 kg) delle auto che «tirano» di più. E in più. Tutta le ultime novità normative, bolli, divieti, multe, revisioni (ritornano da maggio 2018: segnatevelo in agenda!) e assicurazioni. Cosa e quanto si può carrellare con la patente «B», con la «B96» e con la «BE». Le buone regole per il fissaggio del gommone.
SPECIALE
Il maxi-listino aggiornato con dati tecnici e prezzi di gommoni, motori e rimorchi
Il fascicolo di ottobre/novembre propone, come di consueto, lo speciale dedicato al listino prezzi dei battelli pneumatici, dei fuoribordo e dei rimorchi con tutte le novità della stagione 2018: oltre cinquanta pagine tutte a colori facili da consultare. Una guida con tutto ciò che offre il mercato, completo di dati tecnici e quotazioni dell'usato. E per concludere gli annunci dei lettori e il nostro speciale memorandum per un acquisto sicuro.
FUORIBORDO DIESEL
Le ultime novità sulla rampa di lancio. Tutte nel segno della leggerezza
Debuttano due interessanti novità tra i fuoribordo a gasolio. Si tratta di unità a due e quattro cilindri, 2 e 4 tempi, entrambe sovralimentate, abbastanza leggere in grado di raggiungere anche i 300 cavalli di potenza. Promettono bassi consumi e costi di gestione ragionevoli, benché il prezzo di listino sia ancora molto alto. Pensati per i professionisti del mare potrebbero, in futuro, trovare un po’ di spazio anche nel diporto. Scopriamo come sono fatti.
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