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Conoscere il meteo: il Mediterraneo Occidentale

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Le situazioni meteorologiche che interessano nel corso dell’anno il Mediterraneo occidentale, risentono fortemente della vicinanza ai grandi sistemi barici dell’emisfero nord.

Mentre nei mesi estivi l’espansione verso est dell’anticiclone delle Azzorre consente lo stabilirsi di condizioni generalmente favorevoli, nei mesi invernali al transito di perturbazioni di origine atlantica si associano frequentemente condizioni meteomarine perturbate.

Le coste del mar Ligure, quelle francesi e spagnole, possono essere studiate dal punto di vista dei fenomeni atmosferici, tenendo conto di alcune situazioni caratteristiche che spesso possono incontrarsi in quelle zone.

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Senza dubbio le condizioni peggiori, dal punto di vista dello stato del mare e dell’intensità del vento, si riscontrano nel regime da mistral ed in condizioni di libeccio generalizzato.

Il regime da mistral o «mistralata» è una delle condizioni più note ai naviganti mediterranei che ne temono la violenza e ne conoscono il protrarsi anche per diversi giorni.

Quando un promontorio di alta pressione si affaccia sul mare nostrum dal vicino Atlantico, e le isobare sulla carta del tempo si addensano in prossimità del Golfo del Leone, ecco comparire l’intenso flusso nord occidentale accelerato dalla valle del Rodano.

Le coste francesi, italiane e spagnole ne vengono coinvolte in maniera diversa: all’interno del golfo stesso è dominate la componente da nord ovest con un peggioramento progressivo delle condizioni del mare allontanandosi dalla costa.

Superato l’effetto accelerante dato dall’orografia del territorio, il flusso tende a deviare dalla sua originale direzione di provenienza assumendo caratteristiche diverse a seconda che si proceda verso est o verso ovest.

Verso la costa ligure, il vento tende a perdere la sua componente da nord a vantaggio di una rotazione verso il terzo quadrante che, specialmente sulla Riviera di Levante, lo fa erroneamente confondere con il libeccio.

Peraltro in condizioni particolari, come la presenza di un minimo orografico nel Golfo di Genova, questi flussi meridionali possono venire ulteriormente accelerati nell’ambito di una complessa circolazione ciclonica che interessa il Mar Ligure. Val la pena soffermarsi su questo punto.

La presenza della «depressione di sottovento» fa si che all’interno del Mar Ligure, in condizioni da Mistral sul Golfo del Leone, si instaurino tre differenti flussi: da nord est sulla Riviera di Ponente, da sud est su quella di levante in prossimità della costa, mentre da sud ovest più al largo.

Sulle coste spagnole, in particolar modo in prossimità delle isole Baleari, il flusso originario assume invece una direzione orientale assumendo frequentemente provenienza da nord est. In queste condizioni, localmente, il vento ed il mare possono rivelarsi particolarmente impegnativi considerati anche i rinforzi locali legati alla interazione con le terre emerse.

Non è raro, infatti, riscontrare intensi rinforzi del vento tra le isole di Maiorca e Minorca, dove non di rado il vento può arrivare a superare i 30 nodi d’intensità.

Diversa è invece la situazione da libeccio generalizzato, caratteristica dei mesi autunnali, e che vede il Mediterraneo occidentale interessato da una vasta circolazione ciclonica, associata anche in questo caso ad una perturbazione originatasi sull’Oceano Atlantico, non attenuata dalla protezione offerta dall’anticiclone delle Azzorre.

In questo regime le isobare sulla carta del tempo sono disposte da sud ovest a nord est creando, oltre a forti venti, condizioni di mare particolarmente formato. Questo per effetto del vasto fetch (la distanza di mare dove il vento può soffiare senza ostacoli) presente in talune zone.

Particolarmente esposte a questa situazione risultano le coste liguri e toscane dove non di rado si verificano fenomeni ondosi al di sopra della media. La caratteristica più evidente di una situazione da libeccio generalizzato, è quella di generare infatti, un moto ondoso particolarmente violento.

Nella scelta di un ridosso vanno attentamente valutate le caratteristiche della costa per il fenomeno della rifrazione dell’onda e per quello della riflessione. Nel primo caso rade apparentemente ridossate risultano invece esposte per la deviazione del fronte d’onda ad opera del fondo marino, nel secondo, la presenza di ripide scogliere può generare mare incrociato in prossimità della costa.

Questo avviene quando l’onda che colpisce la terraferma viene riflessa verso il largo, componendosi con quella originale e dando luogo a condizioni particolarmente disagevoli. Non sempre però condizioni avverse sono associate necessariamente al passaggio di perturbazioni.

Anche in pieno regime anticiclonico, in particolari zone, sono presenti intensi fenomeni d’instabilità che, come nel caso delle coste tra Valencia e Barcellona, possono essere origine di grossi sistemi temporaleschi.

In estate infatti, quando il terreno si surriscalda per effetto dell’irraggiamento solare, l’aria che ne vien a contatto diventa meno densa e tende a salire verso l’alto, condensandosi e dando origine a nubi cumuliformi.

Nella zona citata questo fenomeno può avvenire in modo molto marcato per le caratteristiche del suolo: non è quindi infrequente imbattersi in estesi temporali con associate pessime condizioni meteo marine.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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