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Come si scelgono le sospendite per il varo e l’alaggio del gommone?

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Una volta per movimentare i gommoni si utilizzavano dei robusti cavi trecciati, che venivano assicurati con nodi marinari e moschettoni. Erano altri tempi, i battelli erano più leggeri e i diportisti sapevano fare i nodi…

Oggi si preferisce di gran lunga fare affidamento a nastri di tessuto, opportunamente rinforzati, con robuste cuciture, realizzate con materiali tecnici che vengono sottoposti preventivamente a prova di resistenza e trazione, con tanto di certificazione.

Anzi, alcuni diportisti ci riferiscono che in qualche caso i gruisti non accettano i cavi, procedendo di default con le fasce universali (quelle che strizzano i tubolari!). Le sospendite devono avere una lunghezza adeguata, per non interferire con la consolle e i suoi accessori. In genere, le due di poppa sono più corte di quelle di prua, perché è in quella zona che è concentrato il peso maggiore (non dimentichiamoci, infatti, che c’è il fuoribordo).

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Il criterio-guida per la lunghezza dei cavi è quello che porterà ad avere il gancio della gru il più possibile vicino alla verticale del baricentro del gommone, considerato nel suo assetto di varo ed alaggio (quindi con motore, accessori e serbatoi pieni).

In termini largamente approssimativi, si può calcolare che il baricentro sia a un terzo della lunghezza totale partendo dallo specchio di poppa, ma molto dipende dalla motorizzazione, dalla posizione dei serbatoi e dagli accessori. Una volta messe in trazione dal gancio della gru, le sospendite non devono far forza contro il parabrezza, il tientibene della consolle, le antenne, i telecomandi o altri accessori delicati.

Il gommone non sempre è dotato in origine del kit sospendite, ma questa carenza, al contrario di quella dei golfari (a cui spetta solo ed esclusivamente al Cantiere il montaggio: vietati dunque i lavori fai da te!), non è un problema.

In commercio se ne trovano di valide anche a prezzi competitivi. L’importante è che forniscano garanzie di robustezza e funzionalità indispensabili per non ritrovarsi con il gommone ridotto a polpetta perché la «cinghia» si sfilaccia e molla il carico o, peggio, cede di schianto!

Nell’acquisto fate riferimento alle tabelle delle portate che ogni venditore di questi materiali possiede e abbondate sui carichi di sicurezza, tenendo presente che non basta moltiplicare la capacità di un singolo tirante per 3 o per 4: bisogna, invece, sempre guardare al certificato di conformità del prodotto completo.

Per spiegarci meglio, non ci si riferisce mai a un singolo «pendente»: questi sono sempre o tre o, meglio, quattro. In quest’ultimo caso, due sono deputati al sollevamento e due conferiscono equilibrio.

Un prodotto in regola con la disciplina vigente risponde alla normativa europea EN 1492-1 ed EN1492-2; ogni articolo deve riportare una targhetta o etichetta con i dati principali: portata, lunghezza, tipo di materiale, produttore.

Quanto al materiale, ormai è consuetudine usare nastri in poliestere (PES), che ha una migliore resistenza agli agenti atmosferici e, rispetto al nylon che si utilizzava in passato, presenta un minor allungamento sotto carico.

Quest’ultimo fattore, comunque, non è un elemento particolarmente critico o rilevante rispetto a questo specifico tessuto. I colori possono essere un indicatore visivo sulla capacità delle sospendite: per alcuni costruttori lo sono, come pure le cuciture verticali che rivelano la portata (un tot di «righe» corrispondono ad altrettante tonnellate), ma non è una regola fissa.

In più, il codice colore identifica la portata del tirante singolo, ma non per le sospendite a più bracci: come già ribadito, vale ciò che c’è scritto sul certificato di conformità del kit fatto e finito.

Se il cantiere non ve le ha fornite (di solito è un optional a pagamento), quando andate ad acquistare le sospendite fate i conti con il carico che andrete ad agganciare.

Il peso del gommone e del motore a secco sono desumibili dai libretti e dalle caratteristiche tecniche dei dépliant, ma dovete tenere conto anche degli accessori che avete fatto montare extra, del pieno di carburante e dei serbatoi di acqua se sono carichi, delle vettovaglie che avete stivato. Fate un conto approssimativo, ma tenetevi larghi e arrotondate per eccesso. Non cedete alla tentazione del «brico» (non è il caso) e orientatevi esclusivamente su prodotti certificati, meglio se sovradimensionati rispetto alle vostre necessità.

Se volete saperne di più su questo argomento potete leggere l’articolo completo – pubblicato sul fascicolo n. 350, luglio 2016. Per richiedere il PDF cliccate qui.

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