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Come si fa a smaltire legalmente i razzi? Per ora nessuno lo sa (Ministri compresi!). E anche «Striscia la Notizia» ne parla

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Smaltire i razzi di segnalazione è un problema non di poco conto. Tanto che anche la trasmissione satirica di Canale 5 «Striscia la Notizia» ne ha parlato nella puntata di ieri sera con un servizio di Valerio Staffelli. Le Capitanerie di Porto, infatti, non effettuano più questo servizio (lo facevano fino a poco tempo gratuitamente alcune stazioni, ma la cosa era del tutto facoltativa) né tanto meno i Vigili del Fuoco. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha promesso che a breve sarà emanato un regolamento con le procedure per lo smaltimento in sicurezza delle decine di migliaia di razzi di segnalazione: speriamo che sia la volta buona…. Già nel 2010, infatti, all’Ambiente era stato dato mandato di fissare regole e «modus operandi» per la raccolta e lo smaltimento dei razzi scaduti. I tecnici, però, dopo attente valutazioni stabilirono che la questione non era di loro competenza, in quanto si trattava di materiale esplodente, non di semplici rifiuti! E così la palla ricominciò a rimbalzare…. Il problema dello smaltimento si pone propriamente non tanto per le boette e i fuochi a mano, quanto per i razzi di segnalazione, obbligatori a partire dalla navigazione oltre le 3 miglia dalla costa, classificati come «esplosivi». Scadono ogni 4 anni e, pensate, che anche tenerseli in garage quando non servono più a bordo è un reato: detenzione abusiva di sostanze pericolose (art. 679 del Codice Penale). La legge vieta tassativamente che i razzi siano utilizzati al di fuori delle situazioni di emergenza in mare, quindi non si possono «sparare» a Capodanno né alla festa del Patrono; non si possono buttare nei cassonetti né «affondare» in mare con l’intenzione di inertizzarli: il loro contenuto danneggia l’ambiente gravemente. All’interno dei fuochi sono infatti contenute, oltre al materiale pirotecnico, anche massicce quantità di metalli pesanti dannosi per l’ambiente e non solo per quello marino, senza considerare le plastiche e altri materiali molto inquinanti. L’unico modo legale per smaltirli è conferirli a un’azienda abilitata al ritiro (alcuni rivenditori fanno questo servizio), che a sua volta si avvale della collaborazione di un’altra azienda specializzata nell’inertizzazione e smaltimento degli esplosivi. Spendendo parecchio tempo e molto denaro.

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RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Il Gommone
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