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Come capire quando il fuoribordo consuma il giusto

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Per capire se il vostro fuoribordo consuma troppo carburante, non è sufficiente prendere come riferimento i dati riportati nel libretto del costruttore del motore.

I valori indicati si riferiscono al consumo misurato al banco di prova, quando il fuoribordo è sollecitato al massimo da un freno meccanico e la valvola a farfalla dell’acceleratore è completamente spalancata, a qualsiasi regime.

Una condizione equivalente si ottiene solo portando il fuoribordo a tutta manetta e montando un’elica di passo più lungo del necessario, capace quindi di sovraccaricare il motore e di fargli erogare tutta la coppia di cui dispone.

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Per fortuna, su un battello da diporto, queste situazioni sono lontane dal verificarsi ed i consumi reali sono tipicamente inferiori a quelli massimi forniti dai costruttori.

Per diminuire i consumi è fondamentale ridurre al minimo la resistenza all’avanzamento, per questo motivo può essere importante modificare la posizione del motore sullo specchio di poppa.

La pinna del piede e la piastra anticavitazione producono, infatti, una resistenza idrodinamica elevata e dovrebbero trovarsi quanto più possibile in superficie. Di solito conviene alzare il motore sullo specchio di poppa di uno o due fori, rispetto alla posizione prudenzialmente suggerita dal costruttore del fuoribordo.

Così facendo si rischia, però, di favorire la cavitazione dell’elica in virata e di ridurre l’afflusso d’acqua alle prese d’aspirazione del circuito raffreddamento.

Osservate, quindi, attentamente che ciò non accada mentre sperimentate la nuova posizione del fuoribordo.

L’uso di flap e piastre anticavitazione maggiorate, può determinare un aumento della resistenza e quindi dei consumi. Per risolvere i problemi d’assetto sarebbe meglio intervenire sulla distribuzione dei pesi a bordo, prima di ricorrere all’uso di queste appendici aggiuntive che non sono affatto miracolose.

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